LA FABBRICA DELLA MEMORIA E’ A MILANO

Si fa in fretta a dire arte pubblica. Ma come si fa coinvolgere un’intera città, magari grande come Milano?

Ci hanno pensato scatolabianca e il Comune di Milano, con il loro Progetto Iris, un vero e proprio festival dell’arte e del cittadino che da quando è iniziato, il 2 dicembre, sta coinvolgendo una moltitudine di persone e idee differenti.

Il centro nevralgico del progetto è la cittadella creativa de La Fabbrica del Vapore ma i punti strategici sono distribuiti in maniera capillare nell’area di Milano – tra Corso Sempione, Via Cenisio, la Stazione di Porta Garibaldi, Via Legnano e la zona di Porta Genova, legando le aree centrali e trafficate con le più periferiche e emarginate, le zone di educazione e i centri culturali con le aree d’incontro e aggregazione, scuole, associazioni di anziani, per espandere formazione e cultura tra gli strati degli abitanti sia dal punto di vista cronologico, giovani e adulti, che dal punto di vista relazionale e sociale.

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Un momento di una conferenza (courtesy scatolabianca)

Corsi, laboratori e conferenze animeranno fino al 17 gennaio le giornate dei milanesi.

La finalità? Ambiziosa ma necessaria: congiungere e accrescere il tessuto vivo e pulsante della città attraverso l’arte e la cultura.

PROGETTO IRIS coinvolge 3 associazioni di promozione sociale e culturale milanesi di Arti Visive Contemporanee: scatolabianca, Connecting Cultures e Spazio Cabinet, che hanno studiato insieme, questa è la parola chiave del progetto, un piano di lavoro che attraverso arte, memoria, e identità stabilisce interconnessioni antropologiche, culturali, ambientali, rivolgendosi alle frange sensibili della popolazione come Giovani, Anziani e organismi educativi in stato di crescita.

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Lo staff di scatolabianca al lavoro (courtesy scatolabianca)

Per tutta la durata del Festival gli artisti, insieme ai cittadini che vorranno partecipare ed intervenire a incontri, corsi, laboratori, attueranno il loro progetto appassionante e sinergico. Lo scopo è portare l’arte fuori dai luoghi espositivi, interconnetterla con il tessuto urbano e gli istituti di formazione. Educare i cittadini alla pratica artistica, agire sulla collettività e in armonia con lo spazio circostante che deve essere davvero proprietà di tutti. Mutare il modo di intendere la città, apportare senso e bellezza in tutti i luoghi del vivere, elevare il cittadino passivo al ruolo di cittadino responsabile. All’interno dI PROGETTO IRIS hanno luogo i scatolabianca CityShake con i CORSI IRIS: corsi di formazione aperti a artisti emergenti, critici, curatori e comunicatori d’arte contemporanea, da svolgersi negli spazi della Fabbrica del Vapore e in alcune strutture pubbliche e di formazione del territorio, ma non è finita qui: sono presenti anche I LABORATORI IRIS, veri e propri laboratori della memoria nei quali far convergere giovani, studenti, anziani. In questi luoghi saranno attivi artisti e critici d’arte che inviteranno e stimoleranno le persone a raccontare, aprirsi, insegnare, condividere, tradurre il loro bagaglio di conoscenza intrecciandolo con quello dei loro interlocutori per un percorso di “andata e ritorno” a senso alternato. Il frutto di dialoghi e interviste diverrà soggetto di sperimentazioni video, fotografiche, pittoriche e grafiche elaborate dal punto di vista tecnico da artisti selezionati accuratamente da scatolabianca e da studenti di Accademia e di Istituti pubblici e privati di Alta Formazione.  Il lavoro tecnico di documentazione, creazione ed elaborazione del materiale sarà propedeutico a esposizioni a scopo documentaristico e formativo. Ma Iris sarà una risora anche quando giungerà al termine, DIARIO IRIS sarà la visualizzazione di ciò che si è verbalizzato: dettagli d’immagini, ritratti, panoramiche -in forma cartacea o digitale-. Lo scopo è sommare memoria personale e memoria collettiva per un’arte davvero relazionale. Un frammento di vita di ciascuno può essere trasformato in un DIARIO IRIS che possa essere consultato da chiunque e diventare testimonianza di ogni singolo individuo. Una testimonianza che evidenzia questioni che fino a quel momento sono rimaste nascoste, nell’indifferenza di un sistema, ma che in situazione progettuale divengono punto di partenza per valutazioni collettive.

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Il risultato di alcuni laboratori (courtesy scatolabianca)

Si tratta di appoggiare le cose, e queste indagando il loro spazio e ricercando un’appartenenza soprattutto di pensiero, non solo si plasmano nell’adattamento, bensì conformano lo spazio stesso come cellule di un medesimo organismo in formazione e crescita. Lo stesso processo vale per le persone che lavorano in PROGETTO IRIS. Mi pare che, quando ci siamo scelti, ci intendevamo    certamente, ma nello scavo affontato ogni giorno, ci stiamo somigliando per crescita, energia, sforzo, fiducia. Ecco, questa ultima, la fiducia, non ci viene regalata, ce la dobbiamo meritare e tenere stretta, serrata alle nostre convinzioni e alla nostra partecipazione ai bisogni del mondo, che sempre più sono i nostri stessi, identici, bisogni. 
IRIS pensiero. 
(Martina Cavallarin)

cavallarinLocandina

Martina Cavallarin

 

Altre immagini del progetto

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