La ricchezza dei Greci – L’INDA di Siracusa

L’Istituto Nazionale del Dramma Antico (INDA) di Siracusa si prepara a festeggiare l’anno prossimo due anniversari: il centenario della prima rappresentazione, datata il 16 aprile 1914, e il cinquantenario dal primo ciclo di rappresentazioni classiche, tenutesi ogni due anni fino al 2000, anno in cui sono divenute annuali.
Per il 2014 il cartellone prevede la trilogia dell’Orestea di Eschilo e Le Rane di Aristofane.

Alessandro Giacchetti è commissario dell’INDA dal 17 aprile 2013 : «il 2012 è stato un anno di grandi soddisfazioni per l’INDA, con circa 3.100.000 euro di incasso dai biglietti e quasi 114.000 spettatori. Un risultato particolarmente importante se contiamo che lo staff della fondazione è composto da 7 collaboratori».

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fonte: siracusanews.it

Con quali risorse avete effettuato le rappresentazioni nel 2013?

«Principalmente con le risorse del Mibact, la Regione Sicilia, i contributi dei soci e alcuni partner privati».

A quanto ammontano i contributi dei partner privati per il 2013?

«120.000 euro dalla Erg e 90.000 euro dalla Eni».

A quanto sono ammontati i contributi pubblici ricevuti nel 2013 e cosa vi aspettate nel 2014?

«Abbiamo ricevuto 1 milione di euro dal Mibact e 600.000 euro dalla Regione Sicilia. In occasione del centenario dell’anno prossimo, ci aspettiamo un contributo straordinario per attuare la programmazione che stiamo organizzando».

Avete pensato di praticare del fundraising?

«Per ora non lo escludo, però si sta concretizzando la possibilità di iniziative importanti, e potrebbero servire, ma ne discuteremo con le rappresentanze cittadine. A Bray ho detto che l’INDA è una Ferrari che fa il giro del palazzo. Dobbiamo affinare la nostra capacità di trovare partner».

Che strategie pensate di mettere in atto per incrementare la crescita dell’INDA?

«Vorremmo allungare la stagione portando le rappresentazioni a Paestum e ad Epidauro, in Grecia. Inoltre la fondazione si esprime anche con un’accademia del dramma che conta 100 elementi,  dai 5 ai 18 anni, che partecipano alle rappresentazioni come coreuti o figuranti. Le rappresentazioni hanno una forte ricaduta sulla città, dove d’altronde sono prodotti scene e costumi.
Per l’anno prossimo, inoltre, i costumi e le sceneggiature saranno firmate da Arnaldo Pomodoro».

A cosa è dovuto il boom di spettatori di quest’anno?

«C’è un rinnovato interesse per il teatro nell’ ambiente siracusano e siciliano, e ciò è dovuto anche ad un incremento dei flussi turistici stranieri verso Siracusa. Le opere della scorsa stagione sono state di straordinario rilievo artistico e scenografico, con gran partecipazione di pubblico, che ha fatto da passa parola».

Oltre al passa parola, come avete strutturato la comunicazione?

«Affidiamo ad un’agenzia la comunicazione, previo bando annuale. L’anno scorso l’ha vinto un’agenzia di Roma, ora faremo il bando per la prossima stagione».

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fonte: siracusanews.it

I drammaturghi greci riscuotono un successo di pubblico ed economico che comincia a stare stretto nella sola Sicilia. Oggi parleremmo di format, ma quello proposto dall’INDA è un palinsesto straordinario: la letteratura greca non ha bisogno di distorsioni per noi contemporanei, ha una potenza intrinseca che ancora oggi squarcia la platea, con piccoli aggiustamenti, ma lasciando intatta la struttura originaria.

L’INDA è davvero una ferrari che fa il giro del palazzo. Per quanto il lavoro del Dott. Giacchetti e del suo team sia straordinario, vi sono ampi margini di miglioramento, che ingrandirebbero la fondazione, portando ricchezza e lavoro non solo nel territorio siracusano, ma nel Paese intero.

All’INDA manca una pagina facebook che dialoghi con frequenza con i suoi numerosi utenti; manca un account su twitter, su you tube, con video fatti da professionisti che pubblicizzino il sito in modo veloce e diretto (teaser, trailer…). Manca un’immagine coordinata, ovvero un logo (alla stregua degli enti internazionali) che riporti immediatamente all’INDA e al teatro greco.
Una comunicazione dunque fatta dall’interno, e non affidata ad un’agenzia esterna.

Un pubblico così fidelizzato, con una comunicazione solida nel tempo, significa poter esportare l’INDA in Italia e in Europa, dove non mancano siti archeologici adatti a ricreare l’atmosfera del teatro siracusano: Pompei, Paestum, Verona, Chieti, Santa Maria Capua Vetere, Arles, Merida, Orange per fare alcuni nomi.
E ciò sarebbe possibile solo organizzando per tempo e con scrupolo una tournée annuale, che non avrebbe fatica a trovare partner e sponsor.
Inoltre, un ente nazionalmente noto e amato, può avere nel crowd funding un’ulteriore introito, come già accade per i musei stranieri e alcuni piccoli – ma significativi – casi italiani, come il MAO di Torino.

Siamo eredi di una cultura universalmente riconosciuta. Siamo nati in città fondate da marinai che portarono alfabeto, monete, metalli e ceramiche che forgiarono l’Europa. Oggi tutto questo grava sulle nostre spalle. Abbiamo l’obbligo, nei confronti della nostra storia, di rendere questa cultura quanto più fruibile, così da poter creare lavoro, ricchezza e, soprattutto, quella crescita culturale di cui questo paese ha urgente bisogno.

I numeri dell’INDA

Un bilancio positivo: L’INDA è passata dai 93.427 euro del 2009 ai 369.419 euro del 2011, registrando però un risultato negativo di -442.820 euro per il 2012, determinato dalla mancata notifica dell’assegnazione del cofinanziamento PO-FESR 2007-2013, relativo ai progetti 2012, da parte  della Regione siciliana, stimabile nell’importo di circa 560.000 euro.

Le uscite: dopo aver toccato quota 6.976.055 euro nel 2010, le uscite sono state ridotte a 5.729.231 euro nel 2012. Voce principale di uscita sono i servizi, attestati sui 2.579.905 euro nel 2012 e piuttosto costanti negli anni precedenti. A seguire il personale, che ha gravato sul bilancio 2012 per 1.916.555 euro, in riduzione rispetto ai 2.362.617 euro del 2011.

Le entrate: dai contributi hanno raggiunto i 4.494.790 euro nel 2010, di cui 2.080.000 euro pubblici, per poi ridursi nei due anni successivi, fino ai 2.259.796 euro del 2012.
In crescita costante il ricavo dai biglietti, che è passato dai 2.721.208 euro del 2009 ai 3.095.913 euro del 2012.

(alessandro a. cocorullo)

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