Atlas Imaginaire a N38E13: una nuova residenza d’artista a Palermo

Claudia Gambadoro studia le superfetazioni durante la residenza Da una vecchia scatola lignea ad immaginarie mappe geografiche d’altri tempi: queste le novità all’interno di N38.1103E13.3651, la stanza-laboratorio dedicata alla pittura, alle arti grafiche, alla scultura ed all’installazione di N38E13, spazio ricettivo artistico-culturale da poco attivo a Palermo ma già molto interessante ed innovativo, presentato in precedenza in questo blog (vedi articolo).

Ospite della terza residenza – dopo il collettivo VVVB e Sebastiano Mortellaro – è stata la catanese Claudia Gambadoro, poliedrica artista visuale che predilige il video, la fotografia e le installazioni ma non trascura altri tipi di esperienze performative al fine di condurre coerentemente la propria ricerca esistenziale volta ad indagare il rapporto fra l’uomo, il suo mondo interiore e gli spazi che abita e poi abbandona lasciandovi, tuttavia, sempre una traccia di sé. White box - Claudia Gambadoro Presente alla Kunsthaus Tacheles di Berlino nel 2000 in veste di vincitrice del concorso per giovani artisti in viaggio Movin’Up, negli ultimi anni la Gambadoro – il cui coefficiente è pari a 1,4 – ha esposto al Centro per L’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato ed al MAC – Museo Arte Contemporanea di Santiago del Cile, con una video installazione site-specific, Transitos, concepita intorno al tema della memoria e dello spaesamento.

Tutta la sua opera è caratterizzata da rimandi che compongono un inesauribile filo conduttore: spazio, visione e scatole, fisiche e mentali – in Box, video installazione del 2008, ad esempio, la scatola era sia il contenitore sia il manufatto artistico, contenendo i disegni realizzati dall’artista ma anche dai visitatori al suo interno, che il supporto sul quale veniva proiettato il video Box, mentre in White box, dello stesso anno, la scatola era l’ambiente minimale all’interno del quale la giovane catanese era rimasta immobile per 24 ore  fissando una finestra ed annullando, in qualche modo, lo scorrere del tempo – si ritrovano concettualmente anche ad N38E13. Box - Claudia Gambadoro

Non un video né una delle tipiche installazioni per Atlas Imaginaire, però, creato negli scorsi giorni durante la residenza: mezzi espressivi e supporti piuttosto semplici quali la china e l’acquerello su carta da lucido sono stati sufficienti alla realizzazione di un’opera quasi più concettuale che reale.

Il tema dello spazio si lega a quello del viaggio, inteso più come percorso nella memoria, nella storia, nei luoghi e nei vissuti.

Claudia Gambadoro ha raccontato di essere partita con un’idea molto diversa dal risultato definitivo in quanto, propendendo per il video quale mezzo d’espressione per eccellenza, pensava di orientarsi verso quel supporto, lasciandosi ispirare dall’ambiente che la avrebbe accolta. Atlas Imaginaire, Claudia Gambadoro Giunta ad N38E13, invece, l’elemento più significativo della stanza destinata ad accoglierla l’ha indotta a creare qualcosa che vi potesse essere immediatamente e materialmente ricondotto: si tratta della stratificazione presente su parte di una parete della camera, che nel corso dei lavori di ristrutturazione si è deciso di non ritinteggiare al fine di lasciare una reale testimonianza della storia e del vissuto di quell’antico edificio.

L’artista ha deciso di condurre delle ricerche volte a ripercorrere e a far rivivere la memoria di quegli spazi dei quali oggi rimangono nient’altro che le intriganti superfetazioni; di conseguenza queste sono fisicamente state alla base del lavoro finale in quanto la “mappa immaginaria”, intrisa di elementi significativi quali una bussola, dei velieri ed un medaglione/cornice che riprende nei caratteri tipografici e nel contenuto le antiche mappe per la navigazione, è nata dal ricalco di alcune delle aree di intonaco dello strato più superficiale. Claudia Gambadoro lavora con le superfetazioni di  N38.1103E13.3651  L’indagine della Gambadoro si è spinta sino a rintracciare l’anziana signora che per ultima aveva abitato quella camera, in origine separata dal resto dell’appartamento che attualmente ospita N38E13: di tutto l’arredo della stanza, tuttavia, non era rimasto più nulla ad eccezione di un antico cofanetto, probabilmente un portasigari, in legno laccato e decorato da un disegno che l’artista ha deciso di richiamare nel “medaglione” della sua mappa. atlas imaginaire

La scatoletta lignea è, quindi, divenuta parte della composizione della Gambadoro, che ha deciso di posizionarla nel punto vicino quanto più possibile a quello originario, e Atlas Imaginaire è con essa entrata in dialogo, poiché la bussola presente sulla mappa indica il nord – effettivo all’interno della stanza, e non quello canonico come in ogni altra carta geografica, creando in tal modo un rapporto concreto e diretto con il luogo – ma anche il cofanetto stesso, fulcro delle stratificazioni e del vissuto della vecchia abitazione.

Un’opera semplice e quasi effimera, anche per la poca consistenza del supporto materico, ma dai profondi rimandi e significati e coerente con l’esposizione in corso: ancora una diversa declinazione del tema di Access Landscape Access, dunque, e della sua indagine sui luoghi e sul paesaggio quale estensione ed appropriazione dell’individuo.

O, come in questo caso, quale riappropriazione, se grazie alla Gambadoro la N38.1103E13.3651 ha rivissuto un po’ della sua storia ed, al contempo, si è resa protagonista di un nuovo evento del quale rimarrà traccia proprio nella mappa di Atlas Imaginaire.

dettaglio con la bussola da Atlas Imaginaire, Claudia Gambadoro  Ecco, quindi, un altro tassello del progetto intrapreso da N38E13 che prevede di espandersi e diversificare, nel tempo, la propria offerta culturale: prossimamente sarà la volta di un programma orientato più sul design, ma non mancheranno spazi e momenti ulteriori dedicati all’arte contemporanea, per la quale quelle coordinate diverranno, perciò, sempre più un punto di riferimento per Palermo e non solo.

 

Maria Stella Di Trapani

Tutte le immagini: courtesy N38E13, tranne White box (courtesy Premio Celeste) e Box (courtesy Promere.it).

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