Decreto Valore Cultura. Un rimedio per il presente o una risorsa per il futuro?

E’ entrato in vigore il Decreto Legge n. 91/2013, cd. “Valore Cultura”, i cui obiettivi sono la tutela e valorizzazione oltre che il rilancio dei Beni e delle Attività Culturali Nazionali.immagine decreto cultura

Il decreto, tra i diversi obiettivi, pone una particolare attenzione all’area archeologica di Pompei, Ercolano e Torre Annunziata, per poi disporre con riferimento al cinema, fondazioni lirico-sinfoniche, settore musicale e dello spettacolo dal vivo.

In merito al Grande Progetto Pompei, istituito dal D.L. 34/2011 con l‘intento di rafforzare l’efficacia delle azioni e degli interventi di tutela nell’area archeologica di Pompei mediante la elaborazione di un Programma straordinario ed urgente di interventi conservativi, di prevenzione, manutenzione e restauro, viene all’art. 1 stabilita la nomina di un direttore generale di progetto. Il compito del direttore? Concentrare il lavoro fra restauro e valorizzazione, con particolare attenzione all’ambito appalti di servizi e forniture e relativa fase contrattualistica.

Il relativo sito oggetto di tutela Unesco sarà inoltre toccato da un progetto che, come testualmente indicato nel decreto stesso, consenta ” il rilancio economico sociale e la riqualificazione ambientale e urbanistica” dei comuni grazie anche alla creazione dell’Unità “Grande Pompei”.

Pompei

Tra le numerose critiche, è stata costituita una Soprintendenza specifica per i beni archeologici di Pompei, Ercolano e Stabia (sostituendosi alla Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Napoli e Pompei ) e a tal proposito, è stato istituito il Fondo “Mille giovani per la cultura” in vista del 2014 (con D.L. 76/2013 viene disposta l’istituzione di un Fondo straordinario, limitato all’anno finanziario 2014, con una dotazione pari ad 1 milione di euro, nello stato di previsione del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo).

Il Fondo, denominato “Fondo mille giovani per la cultura”, è destinato alla promozione di tirocini formativi e di orientamento nei settori delle attività e dei servizi per la cultura con particolare attenzione alla nuova Soprintendenza, rivolti a soggetti fino a 29 anni di età.

Inoltre, il decreto pone un accento sulla necessità di elaborare un piano di valorizzazione e sviluppo del percorso turistico-culturale integrato delle residenze borboniche.

Seppur sia chiaramente un numero esiguo, è stato previsto l’impiego di 500 giovani per il programma di digitalizzazione del patrimonio culturale, in un’ottica di ammodernamento ed allineamento a quelli che sono gli standard di altri paesi.

L’art. 2 prevede infatti un “programma straordinario per lo sviluppo delle attività di inventariazione, catalogazione e digitalizzazione del patrimonio culturale italiano”, finanziato con 2,5 milioni di euro nel 2014, nel quale saranno utilizzati 500 giovani di età inferiore a 35 anni.

Le spinte all’ammodernamento dovranno riguardare inoltre Il Centro Pio Rajna di Roma, con riferimento allo stanziamento di fondi volti alla informatizzazione della “bibliografia generale della lingua e della letteratura italiana”.

Sempre con riferimento ai giovani, dovranno essere individuati immobili demaniali a destinazione di studi di giovani artisti non solo italiani.

Per quanto concerne le autorizzazioni di spesa, sono da riferirsi in particolare ai Nuovi Uffizi di Firenze, Museo Nazionale dell’ebraismo e dalla Shoah di Ferrara, al Mausoleo di Augusto di Roma.

Non mancano interventi volti ad istituzioni museali recenti, quali la Fondazione MAXXI di Roma.images

Cambiando ambito, sono stati inseriti nel decreto disposizioni relative in primo luogo relative al cinema. Dal 2014, il tax credit per il cinema già introdotto con la L. 244/2007 peraltro prorogato, è stato esteso anche ai produttori indipendenti di opere audiovisive, così da poter compensare debiti fiscali a seguito di investimenti.

Con riferimento allo spettacolo dal vivo, sono previsti dei criteri per rideterminazione dell’erogazione contributiva a partire dal 1° gennaio 2014 che però dovranno essere determinati con decreto ministeriale, tenendo conto dell’importanza culturale della produzione svolta, dei livelli quantitativi, degli indici di affluenza del pubblico e della regolarità gestionale.

Un’attenzione particolare, peraltro attesa da molto tempo, è stata riservata alle fondazioni lirico-sinfoniche, già considerate dall’art. 11, co. 17, del D.L. 76/2013 con l’erogazione delle somme residue a valere sul Fondo unico dello spettacolo.

Dovrà essere nominato un commissario straordinario del Governo con il compito di esaminare i piani di risanamento che le fondazioni lirico-simboliche interessate dovranno presentare per ottenere i detti finanziamenti.

Inoltre, le fondazioni potranno godere anche di finanziamenti a valere su un Fondo di rotazione di 75 milioni di euro per il 2014, e anticipazioni finanziarie, già per il 2013, in favore delle fondazioni che versano in una situazione di carenza di liquidità tale da pregiudicarne anche la gestione ordinaria.

Altre disposizioni sono previste con riferimento in particolare per sostenere il personale di queste fondazioni, già notoriamente in stato di crisi e oggetto di netti tagli.

In breve, per quanto riguarda le imprese produttrici di fonogrammi e videogrammi musicali e le imprese organizzatrici e produttrici di spettacoli di musica dal vivo, è stato previsto un credito d’imposta.

Importanti interventi, che avranno conseguenze relative alla perequazione finanziaria, sono oltre alla regolare apertura al pubblico dei luoghi della cultura e interventi sui biglietti d’ingresso, soprattutto la semplificazione per l’acquisizione delle donazioni private fino ai 10.000,00 euro, soglia peraltro ancora bassissima, ma anche coinvolgimento dei privati nella valorizzazione e gestione dei beni culturali (art. 12).

Come emerge da questo breve articolo che non si pone obiettivi di particolare approfondimento delle singole disposizioni normative, il decreto “Valore Cultura non sembra apportare modifiche sostanziali o rilevanti per una riorganizzazione o modernizzazione della situazione culturale, museale, gestionale del nostro paese, quanto prevalentemente a prevedere rimedi a breve termine e volti a sopperire situazioni di emergenza.

Attendiamo tutti invece interventi strutturali del sistema, tali da rivalorizzare il nostro patrimonio culturale,renderlo un punto di forza per la ripresa economica, oltre che polo di interesse per i giovani, abbandonando i vecchi schemi, le antiquate figure professionali ed abitudini, residuo di sterili e disincentivanti politiche culturali.

Elisabetta Chiono

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