La Reggia di Venaria Reale entra a far parte di Google Art Project

Quando si parla di tecnologia e innovazione in campo culturale chi si ferma è perduto. È nato nel 2011 Google Art Project, un progetto promosso  dal colosso californiano al fine di creare un proficuo dialogo tra le tecnologiche più avanzate e le opere d’arte custodite nei musei di tutto il mondo. Un’idea innovativa che è riuscita in parte a colmare le attività di conoscenza, diffusione ed educazione della cultura materiale ed immateriale che talvolta i musei non considerano prioritarie. È sufficiente leggere la definizione di museo dell’ICOM del 2004 per comprendere la centralità di questo aspetto: “Il museo è un’istituzione permanente, senza scopo di lucro, al servizio della società e del suo sviluppo. È aperto al pubblico e compie ricerche che riguardano le testimonianze materiali e immateriali dell’umanità e del suo ambiente; le acquisisce, le conserva, le comunica e, soprattutto, le espone a fini di studio, educazione e diletto”. L’idea si sviluppa all’interno di un più ampio disegno tracciato da Google che ha l’obiettivo di mettere a disposizione di tutti gli utenti in grado di connettersi alla rete una sorta di mega archivio della conoscenza umana.

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A soli due anni dalla sua creazione, l’Art Project di Google è una realtà viva, pulsante, partecipata e ricchissima di contenuti fruibili in modo completamente gratuito. Il progetto si è ampiamente evoluto: oggi conta la collaborazione con ben 151 partner di 40 diversi paesi. Tra gli altri, il MoMa di New York, la Tate Gallery di Londra, ma anche gli Uffizi di Firenze o il Van Gogh Museum di Amsterdam. Dall’India all’Europa, passando per le Americhe, è un tour infinito da gustare direttamente dallo schermo del proprio computer. Per quanto riguarda la fotografia da non perdere il George Eastman House. Inoltre la definizione delle immagini in gigapixel (sette miliardi di pixel effettivi) permette, nel caso ad esempio dei dipinti, di eseguire uno zoom a livello della pennellata mentre Google Street View consente di esplorare gli interni di luoghi emblematici come il Palazzo di Versailles e La Casa Bianca. Interessante è anche il fatto che, una volta che individuata un’opera o una collezione che ti interessa, puoi condividere facilmente le tue scoperte con gli amici attraverso i social network.

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Dalla home page si può scegliere se effettuare una ricerca specifica, esplorare e conoscere le opere di uno dei musei che hanno aderito all’iniziativa o accedere al proprio profilo e visitare la “galleria personale”. Le ricerche possono essere fatte per artista, per galleria o per opera; quest’ultima può essere apprezzata nella sua collocazione originaria o studiata singolarmente, ingrandita ed osservata nei più piccoli dettagli. Un sistema così semplice ed immediato si adatta tanto a studenti e curiosi quanto ad addetti al mestiere avvicinando così all’arte le più diverse ed ampie fasce di pubblico.

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La Venaria Reale entra oggi a far parte di Google Art Project: 48 capolavori esposti alla Reggia possono essere per la prima volta ammirati da chiunque tramite www.google.com/artproject. Tra queste la Peota, l’ultimo bucintoro reale esistente ancora oggi, fabbricato a Venezia e giunto a Torino per il Re di Piemonte-Sardegna Vittorio Amedeo II, il ritratto dello stesso Vittorio Amedeo del Martin Van Meytens, la scrivania “alla mazzarina”, capolavoro del celebre ebanista Luigi Prinotto e l’Arazzo di Diana a Cavallo di manifattura fiamminga, gli affreschi della Sala di Diana, i ritratti della dinastia sabauda ed i dipinti che raffigurano le delizie reali dei Savoia. Infine la ripresa a 360 gradi degli interni della Reggia consente una facile navigazione di tutto il percorso di visita. Le immagini degli interni, così come quelle dei Giardini, possono essere esplorate anche su Google Maps.

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(Irene Brustia)

(C) http://www.google.com

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