PROSPETTIVE OFFUSCATE: un progetto di mostra fotografica

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Il progetto di mostra fotografica dal titolo “Prospettive Offuscate” nasce da un percorso propedeutico che, con piani di studio e di ricerca rigorosi, risolve la diacronia fra la sensibilità di un artista cosciente circa una prospettiva di vita incerta e misteriosa ed il desiderio di espressione dello stesso concept attraverso un fermo immagine, trasferendo così sul campo operativo il risultato delle proprie reali volontà.

Nell’ambito del progetto espositivo, oggetto dello studio sono ad oggi le modalità di realizzazione, circuitazione e rappresentazione possibili di una serie di opere fotografiche realizzate dall’attore italiano Marco Bocci.

Esse rappresentano da un lato l’occasione per dare voce alla passione più intima e spontanea dell’attore per la fotografia, dall’altro un’opportunità per far uscire allo scoperto il delicato intreccio che spesso lega la propria professione al genuino desiderio di mettersi in gioco, anche andando contro le insicurezze e le diffidenze.

Da curatrice scientifica del progetto, avverto la grande responsabilità di comunicare un artista con due anime.

Ne ho conosciuto l’attore, impegnato e professionale, ma anche un neofita passionale, attento e quanta basta incisivo, della fotografia.

In quel mondo che, per sua vocazione, ha scelto di esplorare, Marco Bocci si muove con entusiasmo e dedizione: padroneggia l’interpretazione dei suoi personaggi con la stessa passione con la quale scrive, dipinge e colleziona oggetti.

La sua vita appare sin da subito, anche agli occhi di chi non lo conosce, tracciata su una linea continua che conduce all’arte.

Nelle sue fotografie nessuna definizione: quel che c’è è solo il segno di una costitutiva mancanza di chiarezza intorno al senso stesso che, eppure, impercettibile, ci sta di fronte.

Un percorso, quello auspicato dal progetto, dagli esiti sorprendenti: una divertente gincana tra figure ed astrattismi. Una chiave quasi indispensabile per comprendere quanto il linguaggio fotografico, pur nella sua soggettività, sia realmente capace di sussurrare qualcosa di universalmente vero.

Le prospettive offuscate di Marco Bocci interrogano e scuotono dunque; concedono, a chi desidera coglierlo, il libero arbitrio di interpretare ciò che ci circonda. Un momento utile per esorcizzare quel diffuso senso di perdita, impotenza e fallibilità che, in fondo, oggi accomuna tutti.

Le opere fotografiche vivono di repentine deflagrazioni della forma; sempre, però, silenziosamente cristallizzate e trattenute. Come il nostro presente: vissuto, idealizzato e, talvolta, anche sconosciuto a noi stessi.

In Marco Bocci, l’idea di fotografare il “definito” non è matura. Anzi non ve n’è traccia alcuna. E’ piuttosto vivo, invece, il desiderio di lasciare celata la realtà nonostante essa sia fortemente supportata (nello scatto) da un’idea ben precisa, un concetto, una verità.

Quest’ultima, vergine da qualunque tentazione di manipolazione e “post-produzione”, resta immobile e segreta nell’intimo di chi crea, concedendo così all’osservatore la libertà di spiegare a se stessi il perché di tanto disorientamento, incertezza e precarietà.

Un progetto fotografico quello in corso d’opera che, raccogliendo l’augurio di tutti coloro i quali ci stanno lavorando, speriamo riesca a svelare, come da intenti, quelle  “prospettiva offuscate” che, ad ogni risveglio, ciascuno di noi scorge dalla finestra del proprio cuore.

Enrica Piacentino

Foto: Catalogo Mostra Fotografica “Prospettive Offuscate”

3 thoughts on “PROSPETTIVE OFFUSCATE: un progetto di mostra fotografica

  1. Quel senso di vertigine che spaventa davanti “all’incertezza e alla precarietà” ma senza il quale non ci sarebbe poi la spinta verso l’indagine di ciò che APPARE offuscato, agli occhi, all’obiettivo, alla realtà. In bocca al lupo… se riesci a percepirlo!

  2. Quel senso di vertigine che si prova davanti all’ “incertezza e precarietà” ma senza il quale non si avrebbe poi la spinta verso la ricerca, l’indagine di ciò che APPARE offuscato, agli occhi, all’obbiettivo, alla realtà. Un’indagine fine a ste stessa, ma anche no. In bocca al lupo

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