INTERVISTA A TANY VAZZANA: LA PERCENTUALE ITALIANA DI ARREBITA! PORTO

Tany, presentati!
Tany Vazzana, presente!
Nasco a Reggio Calabria nel 1986 e mi laureo in Architettura nel 2012. Passando da Grecia e Marocco arrivo in Portogallo. Dopo aver lavorato per 9 mesi a Lisbona mi trasferisce a Oporto dove continuo a svolgere l’attività di blogger e partecipo per tre mesi ad un progetto chiamato Arrebita! che si occupa di risolvere il problema del progressivo abbandono del centro storico di Oporto.

tany vazzana

Tany, ma che vuol dire? 
Nulla, è una vita che me lo chiedo anch’io, ancora devo ancora scoprirlo.

Arrebita!Porto, ma che vuol dire? 
Sollevati! Porto

Perché Oporto e perché Arrebita! ?
L’idea di trasferirmi ad Oporto nasce per caso. A Lisbona giravano voci di un progetto geniale ideato da giovani che, a costo zero, avevano degli obiettivi interessanti e soprattutto contestualizzati con la cosa che oggi si chiama crisi e con la mia ricerca. Il progetto in se aveva tutte le carte in regola: formazione personale e professionale, risoluzione pratica ad un problema serio come l’abbandono che affligge i centri storici di tutta Europa, specialmente quella del sud, specialmente in questo periodo. Li ho contattati e adesso ci sono dentro.

oporto

Chi è Arrebita! ?  
I coordinatori:
Jose Paixao, 30 anni, portoghese, architetto
Rita Ferreira, 35 anni, portoghese, ingegnere
Daniel Barbosa, 36 anni, portoghese, ingegnere

I collaboratori fissi:
Natalia Solano Meza e Rita Saturnino, per l’architettura
Pedro Costa, per la sicurezza
Victor Sousa, per la parte 3D e rendering

Team, sempre variabile:
Bruno Alexandre Reis Costa, 25 anni, portoghese
Tany Vazzana, 27 anni, italiano
Cláudia Ribeiro, 28 anni, portoghese
Grzegorz Wabik, 23 anni, polacco
Yuri Piffer, 22 anni, brasiliano

team 5

arrebita!

Cosa fa Arrebita! ?
Guarda qui …

Come funziona il progetto? 

La genialità del progetto Arrebita! non è soltanto l’obiettivo, ma soprattutto il modo in cui si propone di risolvere il problema. Il meccanismo del progetto è puramente collaborativo dove le parti coinvolte hanno tutto l’interesse nel partecipare e il suo fulcro è un economia basata sullo scambio e sulle risorse. Il progetto coinvolge giovani architetti ed ingegneri di diversa nazionalità che guadagnano in esperienza, imprese partner che donano materiale nell’ottica del mecenatismo sociale e professori e scuole tecniche che, supervisionando il lavoro, contribuiscono in maniera importante alla loro ricerca. Il risultato di tutto ciò è un edificio a costo zero.

arrebita concept

Potrebbe funzionare anche in Italia? 
Il progetto Arrebita! ha vinto la prima edizione del Concorso Faz, un concorso di idee made in Portugal promulgato e patrocinato da varie istituzioni che hanno dimostrato di apprezzare un’idea interessante degna di approvazione e finanziamenti iniziali. L’Italia è un paese dove ogni giorno si sfornano personalità brillanti e idee interessanti. Lo spreco di risorse economiche ed umane sta nel fatto che manca un dialogo tra le parti ed una volontà istituzionale (che si trasforma in incapacità) in grado di promuovere le eccellenze italiane. 

In breve, in Italia abbiamo lo stesso identico problema ed anche le stesse identiche risorse umane. Volontà o politica? Bella domanda!

Precariato giovanile o voglia di nomadismo?
Il lavoro non è mai esistito “bell’e pronto” così come ci hanno fatto credere chiamandoci poi “bamboccioni”. Oggi, ma aggiungerei da sempre, il lavoro si è sempre dovuto inventare e adattare alle esigenze, così come quelli che veramente “si sono fatti da soli” hanno sempre fatto. Non mi sono mai visto come un “occupato” o “disoccupato” ma come una persona a cui piace quello che fa. Idem per l’ossimoro “voglia di nomadismo”, non so se si possano associare il termine “voglia” con uno stato di necessità quale è il “nomadismo”. Il dato di fatto è che oggi la necessità di spostarsi per sopravvivere dei nomadi primitivi e l’emigrazione che ha caratterizzato più recentemente il mio popolo combina bene con questo momento storico e sinceramente anche con la mia persona.

Dopo Arrebita! ? 
Dopo Arrebita! viene Arrebita!, la forza di tutto questo sta nella ripetibilità e nella messa a sistema del progetto. Mi piacerebbe continuare a “fare architettura” in questo modo, continuando a cambiare le cose dal basso. Vorrei continuare a fare il nomade lavorando sui miei interessi e sulla mia ricerca di una architettura veramente contemporanea, contestualizzata con quella scusa chiamata crisi e che abbia come obiettivo la gente. Penso che l’America Latina sia un buon terreno di coltura.

by valentina toscano
foto: courtesy Arrebita!, Tany Vazzana

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