Transfiguration. The Presence of Chinese Artistic Method in Venice – 55° Biennale di Venezia.

Wang Chunchen è il curatore del Padiglione della Repubblica Popolare Cinese ospitato, come nella scorsa edizione, dalla suggestiva cornice espositiva dell’Arsenale, in quello che era il deposito olii e il Giardino delle Vergini, zona Darsena. Sette gli artisti presenti: He Yunchang, Hu Yaolin, Miao Xiaochun, Shu Yong, Tong Hongsheng, Wang Qingsong, Zhang Xiaotao.

La copertina del catalogo del Padiglione Cina.

La copertina del catalogo del Padiglione Cina.


Tema del Padiglione è la Trasfigurazione BianWei, intesa come la trasformazione subita dall’arte contemporanea in seguito alla contaminazione con il reale e il quotidiano, o come il divenire arte del quotidiano e degli oggetti ordinari. Tutto torna sempre a Marcel Duchamp. Trasfigurazione intesa non in senso cristiano, ma secondo l’interpretazione che Arthur C. Danto ne da nel suo volume The Transfiguration of the Commonplace (La trasfigurazione del banale,1984); fusione tra immagine ed essere umano, tra mente ed immaginazione, in sintonia con la scelta curatoriale di Massimiliano Gioni. La Cina contemporanea secondo il curatore Wang Chunchen, si “trasfigura” ossia viaggia verso l’Europa e la prima grande rivoluzione artistica, il Rinascimento. Le proposte degli artisti presenti nel Padiglione sono in piena sintonia con queste riflessioni, e sono mediate da supporti video, tele, immagini digitali, installazioni e performance partecipate dal pubblico.
Il curatore Wang Chunchen.

Il curatore Wang Chunchen.


He Yunchang (1967), noto anche come Ar Chang, sceglie di realizzare un’installazione relazionale (Bourriaud) dal titolo Sea Water, nel Giardino delle Vergini. 2013 bottigliette riempite con acqua di mare, firmate e numerate dall’artista vengono poste su un tavolo all’esterno del Padiglione. Il pubblico può avere una di queste bottiglie scambiandola con un proprio contenitore di qualsiasi tipo riempito con acqua di mare, e potrà firmarlo e numerarlo con apposite etichette preparate dall’artista. L’acqua è di tutti, e lo sono quindi anche queste bottiglie. Equità e armonia sono le parole d’ordine di questo lavoro di Yunchang. Le quotazioni di mercato dei suoi lavori si riferiscono ai video o alle fotografie che immortalano le sue performance. Il passaggio in asta più recente di Yunchang risale all’ottobre 2010, casa d’asta Phillips, De Pury &amp, Luxembourgh, con l’opera Eartly Possession (stampa a colori da negativo), aggiudicata per 9.900 euro. Difficile invece stimare l’ipotetico prezzo di un’installazione come Sea Water alla Biennale, visti i pochissimi passaggi in asta dell’artista, mai riguardanti gli allestimenti di una performance.
Sea Water.

Sea Water.


Hu Yaolin (1977) porta all’Arsenale una maestosa testimonianza dell’architettura tradizionale cinese, lo stile Hui. Un grande “gazebo” in legno, riccamente decorato e intagliato, troneggia nel bel mezzo del giardino delle Vergini. Rappresenta un frammento di cultura cinese che vuole essere tutelata e salvaguardata dal suo stesso popolo, legandosi profondamente alla contemporaneità. L’artista infatti colleziona e ricostruisce antichi esemplari di abitazioni cinesi della provincia di Zhejiang e Anhui. Yaolin non è una delle figure più attive nel panorama artistico contemporaneo, motivo per cui non rintracciamo nessun passaggio in asta o valutazione delle sue opere, nonostante esse abbiano sempre un forte impatto visivo per il pubblico.
Thing in itself, l'opera di Hu Yaolin.

Thing in itself, l’opera di Hu Yaolin.


Miao Xiaochun (1964), partecipa al suo Padiglione nazionale con le installazioni video 3D Out of Nothing, Limitless e Disilussion, e la monumentale stampa The Last Judgement in Cyberspace. Quest’ultima è la sua personale reinterpretazione in chiave contemporanea del Giudizio Universale – del quale riprende fedelmente l’impostazione spaziale – dove l’immagine digitale di un solo uomo viene replicata ben 400 volte, come simbolo dell’uguaglianza di ogni genere umano. Il passaggio in asta più recente per Xiaochun risale al novembre 2012 da Christie’s New York con l’opera Fly into Yan’an (2007), stampa a colori di 94×300 cm stimata 6.300 euro, non aggiudicata. Le stampe di grandi dimensioni come il Last Judgement della Biennale non sono mai state vendute in asta, e sono stimate tra i 9.000 e i 13.000 euro. Il top lot di Xiaochun risale al 2008, nel momento di massima espansione del mercato dell’arte cinese, con la stampa Opera (Set of five), 239×121 cm, venduta da Sotheby’s Hong Kong per 19.600 euro (prezzo lordo).
The Last Judgement in Cyberspace.

The Last Judgement in Cyberspace.


Shu Yong (1974) propone un’installazione in più punti del Giardino delle Vergini chiamata Guge Bricks. Mattoni di resina con impresse frasi e termini scritti in ideogrammi cinesi e in lingua inglese, a simboleggiare l’unione tra diverse culture come risultato della globalizzazione, con un riferimento alle radici culturali di entrambi i popoli, simboleggiato dall’uso della scrittura corsiva.
Tong Hongseng (1967) è l’artista che più si ricollega con le sue opere alla spiritualità e alla dimensione rituale della cultura cinese. La sua serie di dipinti dal titolo Still Life rappresenta una serie di oggetti riccamente decorati come un bruciatore di incenso, una bottiglia dell’eterna giovinezza, un Kaimyo. Sospesi tra l’essere e il non-essere, sono la più alta espressione della Trasfigurazione della cultura cinese nella contemporaneità. Sia di Yong che di Hongsheng non risultano passaggi in asta recenti, ne futuri.
Still Life

Still Life


Zang Xiaotao (1970) occupa l’atrio dell’ex deposito olii con due installazioni video 3D dal titolo Mist e Sakaya, volte ad illustrare le possibilità dell’arte visuale, assimilando la transizione dall’analogico al digitale, all’urbanizzazione e all’ industrializzazione subite dalla Cina nell’ultimo decennio. Anche la Cina vuole dire la sua in fatto di media art, e Xiaotao ne è forse il maggior esponente. Le quotazioni di mercato di Xiaotao si riferiscono però ai suoi lavori su tela. Rappresentato attualmente dalla Saatchi Gallery, è passato in asta l’ultima volta nell’aprile 2013 da Sotheby’s HongKong con l’opera Joyful Time, olio su tela di 131×113 cm, aggiudicata per 5.300 euro circa. Per testimoniare la contrazione del mercato dell’arte cinese (TEFAF Art Market Report 2013) basta osservare come un’opera identica, Joyful Time Mark, 200×100 cm, venduta nel 2006 a Parigi da Artcurial | Briest- Poulain – F. Tajan per ben 20.6000 euro.
Testi illustrati di Zhang Xiaotao.

Testi illustrati di Zhang Xiaotao.


Wang Qingsong (1966) è l’artista cinese contemporaneo forse più noto tra i precedenti, complici anche le tematiche affrontate e il medium utilizzato per narrarle, la fotografia.
Follow Him.

Follow Him.

Tra le opere presentate, quelle di maggior impatto sono sicuramente le foto su larga scala Follow Him, Follow you, e Temporary ward. Ispirate a situazioni reali, raccontano l’evoluzione della cultura e dell’educazione cinese nel periodo della transizione capitalistica della Repubblica Popolare Cinese. Il momento di assoluto boom per il mercato delle opere di Qingsong si è verificato tra il 2006 e il 2008. Il top lot più recente risale al luglio 2008, da Christie’s Londra, con l’opera Follow Me venduta per circa 516.000 euro.

Elisa Pini

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