La «spazializzazione della musica» secondo Ragnar Kjartannson

primaEntrare all’Hangar Bicocca in questi giorni significa dare un’intensa accelerata allo scorrere del tempo. Varcata la soglia, un’ora passa in dieci minuti ed assieme al contatto con la realtà si dilegua anche chi sta intorno.

La fusione perfetta tra arte e musica supera le capacità dei sensi ed elude ogni barriera razionale per inondare l’anima dello spettatore e farlo precipitare in una sorta di contemplazione estatica: la proiezione video The Visitors di Ragnar Kjartansson – artista islandese tra i più riconosciuti in Europa – propone in modo straordinario questa esperienza multisensoriale.

All’interno dell’imponente spazio espositivo infatti, Kjartansson ha progettato l’installazione circolare di nove schermi in scala 1:1, su cui vengono riprodotti i diversi ambienti di Rokeby House – residenza ottocentesca a nord di New York –, in modo tale da chiudere lo spettatore in un recinto poetico che gli dà l’impressione di essere entrato fisicamente nella dimora.

La prima scena sulla destra mostra gli eccentrici proprietari della magione seduti e rilassati sotto il portico. Ogni tanto qualcuno si sposta, ma generalmente tutto è immobile.

secondaNegli altri video, poi, vengono proiettati il parco, la biblioteca, lo studio, la sala della musica, la cucina, una delle camere da letto, un bagno ed il pianerottolo. In ogni stanza l’artista decide di invitare a suonare davanti alla telecamera una persona a lui cara – tra questi anche alcuni componenti dei gruppi musicali islandesi Sigur Ròs e Mùm – riservando a se stesso ed alla sua chitarra una vasca da bagno colma d’acqua.

Per sessanta minuti i ragazzi si estraniano in una dimensione meditativa irraggiungibile che li riempie di malinconia: seppur uniti tra loro da un unico flusso sonoro, come l’uomo romantico si sentono terribilmente soli. Nella cornice dal sapore barocco che contrasta con la semplicità dei vestiti, a piedi nudi vivono la loro musica e quella degli altri – percepita attraverso le cuffie – non curandosi della telecamera che li riprende; il loro sguardo, perso ma allo stesso tempo intenso, contribuisce a caricare la scena di drammaticità; le voci, alternandosi e sovrastandosi con delicatezza e ritmo, cantano fino al tramonto il poema di Ásdif Sif Gunnarsdòttir, ex moglie dell’artista.

A pink rose
In the glittery frost
A diamond heart
And the orange red fire

 Once again I fall into
My feminine ways

 You protect the world from me
As if I’m the only one who’s cruel
You’ve taken me
To the bitter end

 Once again I fall into
My feminine ways

 There are stars exploding
And there is nothing you can do

cellist

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Ad un certo punto, su tutte affiora la voce di Ragnar, che all’infinito urla a squarciagola l’ultimo verso della poesia, quasi a voler alleggerire con comicità l’atmosfera contemplativa circostante. L’artista infine si alza, ripone le cuffie e la chitarra, si avvolge in un asciugamano bordeaux e passa da schermo a schermo, chiamando a raduno gli amici e conducendoli per il parco, dove poi spensierati vagano in un’estasi collettiva.

fine

Malinconia e comicità, isolamento ed unione, ripetizione e stravaganza, fasto e semplicità: questi i contrasti che affascinano, accelerano il tempo e rapiscono completamente lo spettatore.

Kjartansson riesce a “spazializzare” la musica, a darle corpo e dimensione rendendola tangibile e visibile: «Trasformo una canzone in qualcosa di diverso, in un oggetto o in un’astrazione, in una situazione visiva», afferma in proposito. Il binomio sensoriale di arte e melodia diventa un’esperienza dinamica poiché vicino agli schermi ci si isola con i protagonisti, in mezzo alla sala ci si sente invece parte integrante del coro. Sessanta minuti in cui i cinque sensi si congiungono dando vita a riflessioni e ad intense sensazioni.

Le parole di Mark Rothko sembrano in questo caso più attuali che mai,

«A painting is not about an experience. It is an experience».

(claudia fasolo)

Immagini: courtesy of milanoartexpo.com, nytimes.com, hyperallergic.com, bcomeblog.com, dromemagazine.com e stationtostation.com

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