Biennale 2013: l’Olanda di Mark Manders

Si è inaugurata il 29 Maggio la 55a Biennale di Venezia, che, in questa edizione, ha visto la partecipazione di ottantotto Paesi, di cui dieci presenti per la prima volta. Agli Stati che tradizionalmente espongono nelle strutture dei Giardini, si sono affiancate, nelle varie sedi sparse per la città, le opere che meglio rappresentano l’arte dell’Angola, delle Bahamas e della Santa Sede, solo per citarne alcuni.

Questo è stato anche l’anno della critica all’ormai obsoleta suddivisione in padiglioni nazionali, separazione che non ha nulla a che vedere con il mondo sempre più globalizzato dell’arte contemporanea. Alfredo Jaar, rappresentante del padiglione cileno, ha presentato Venezia, Venezia, un’installazione che vuole essere un invito poetico a ripensare il modello espositivo della manifestazione.

Fra gli Stati che espongono ai Giardini,vi è l’Olanda, che quest’anno festeggia i cento anni di partecipazione alla manifestazione veneziana. Altra data da ricordare per i Paesi Bassi a Venezia è il 1953, anno in cui venne inaugurato il padiglione, progettato dall’architetto del neoplasticismo Gerrit Rietveld.

Padiglione Olanda: Jan Versnel | Courtesy: Stichting Rietveldpaviljoen Venetië

Dal 1996, responsabile della scelta del lavoro da portare alla Biennale è il Mondriaan Fund di Amsterdam, che, per questa edizione ha selezionato il progetto di Mark Manders, classe 1968. C’è anche un po’ di Italia nella scelta: il curatore è, infatti, Lorenzo Benedetti, romano, direttore del centro per l’arte contemporanea De Vleeshal di Middelburg, nei Paesi Bassi.

Studio portrait Mark Manders | Courtesy: Cedric Verhelst

Ventitré le opere che compongono Room with Broken Sentence, una sorta di retrospettiva dedicata all’artista, frutto di più di vent’anni di ricerca artistica. Il lavoro di Manders si concentra sull’alterazione di oggetti comuni e sull’utilizzo di strutture di provenienza architettonica per creare tableaux e installazioni.

Il progetto veneziano inizia fuori dal padiglione: le finestre sono tappezzate con dei finti giornali, per separare il mondo esterno da quello interno. “Non posso usare giornali veri, perché altrimenti l’opera sarebbe associata a una data e un luogo ben precisi”: i quotidiani sono realizzati dallo stesso artista, contengono tutte le parole della lingua inglese, e ciascuna viene utilizzata una sola volta.

All’interno del padiglione Manders ricrea parte del suo atelier, propone Perspective Study, uno studio prospettico fatto di finti giornali e espone Shadow Study (Femur and Upper Arm Bone Connected by One Single Shadow), la proiezione dell’ombra di una tazza di caffè su un calco del suo femore.

Monumentali sono le sculture Mind Study e Working Table. La prima, datata 2010-2011, è composta da un tavolo, sorretto da alcune sedie, e da una scultura d’argilla, una figura umana ancorata ad un’estremità del tavolo grazie a dei tiranti d’acciaio: un complesso sistema architettonico i cui singoli elementi sono fragilmente connessi fra di loro. Working Table, è una scultura alta 4 metri, realizzata fra il 2012 e il 2013 e consiste in “una grande testa fatta di legname, argilla bagnata, un tavolo, due dipinti e un giornale”.

“Solitamente espongo il mio lavoro all’interno di un museo, luogo dove le persone scelgono di andare a vedere l’arte. Ma dal 1991, terminato un lavoro, lo testo in un supermercato. Lascio una nuova opera e controllo se può sopravvivere senza l’etichetta di opera d’arte. In questo modo è solo una cosa che qualcuno mette in un supermercato.” Così, anche a Venezia, Fox/Mouse/Belt entra in un piccolo supermercato di via Garibaldi, allo stesso tempo altre due versioni dell’opera sono esposte all’interno del padiglione e al MOMA di New York.

Fox/Mouse/Belt, Mark Manders, 1992

L’artista olandese è presente nelle più importanti collezioni di arte contemporanea, come il MOMA di New York, il Philadelphia Museum of Art, il MOCA di Los Angeles, la Fondazione Louis Vuitton di Parigi e la Kunsthaus di Zurigo. I suoi lavori fanno parte anche di alcune collezioni italiane: la Collezione Maramotti di Reggio Emilia, la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e, sempre a Torino, la GAM.

Mark Manders è trattato in Europa dalla Galleria Zeno X di Anversa, mentre negli Stati Uniti le sue opere si possono trovare alla Tanya Bonakdar Gallery di New York. Pochi sono i suoi passaggi in asta, per la maggior parte con Phillips De Pury, specializzata nell’arte contemporanea. Il record in asta è per Table With Paper Walls del 2002, aggiudicato per $ 35mila nel 2008, con una stima iniziale compresa fra i 18 e i 25mila dollari. La scultura era presente a dOCUMENTA 11 nel 2002. Un’altra scultura in legno, Bench, del 2006, è stata battuta a New York per $ 17.500, nel maggio 2011. Più economici i disegni, Provisional Floor Plan Self Portrait As A Building del 2002, anch’esso esposto a dOCUMENTA 11, è stato infatti battuto a $ 3.750 nel 2010. Nell’asta di Christie’s, CONTEMPORARY ART FROM WITTE DE WITH & DE APPEL, tenutasi nel maggio 2009, un collage di Mark Manders intitolato Collage With Fake Newspapers è stato aggiudicato a 13.750 euro, da una stima iniziale di 5-7mila euro.

Mark Manders | Room with Broken Sentence | Dutch Pavilion |

Venice Art Biennale 2013

Elisamaria Covre

Immagini:

Padiglione Olanda: Jan Versnel | Courtesy: Stichting Rietveldpaviljoen
Venetië
Studio portrait Mark Manders | Courtesy: Cedric Verhelst
Window with Fake Newspapers, Mark Manders, 2005-2013
Shadow Study (Femur and Upper Arm Bone Connected by One Single Shadow)
Mark Manders, 2011
Mind Study, Mark Manders, 2010-2011
Working Table, Mark Manders, 2012-2013
Fox/Mouse/Belt, Mark Manders, 1992 

(Immagini di Elisamaria Covre)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...