LUCEMIA – Intervista a Lucio Viglierchio

A distanza di qualche mese dalla nascita effettiva diLUCEMIA, ho avuto l’occasione di intervistarne l’autore e l’ideatore, Lucio Viglierchio, che ha risposto ad alcune delle mie domande rivolte per scoprire qualche cosa in più circa questo nuovo progetto.

1.    Come è nata l’idea del progetto LUCEMIA?

Circa tre anni fa mi sono ammalato di Leucemia Mieloide  Acuta. Oggi, dopo tre chemioterapie vissute in regime di isolamento ed alcuni mesi di cure, sono nel limbo che sta tra la remissione e la guarigione dalla malattia.

In questa fase sono costantemente sotto controllo attraverso prelievi di sangue mensili e la biopsia ossea a cadenza annuale. Ogni mese il rito si ripete, ed ogni mese, puntualmente, si ripresenta la paura che un esito infausto mi faccia ricominciare l’intero percorso dal principio. Questa perenne condizione di precarietà ha minato alle fondamenta il mio animo, probabilmente già scosso dall’esperienza della cura, e mi ha reso sempre più distaccato nei confronti di un mondo che temo di perdere ogni giorno.

Non è stato facile arrivare alla consapevolezza della mia nuova condizione di uomo spaventato, soprattutto in un contesto apparentemente felice: una bambina appena nata, una compagna affettuosa, una vita serena circondato da amici. Eppure sono stati proprio loro ad aprirmi gli occhi rispetto al mio distacco dal mondo e dalle emozioni, come se la lucidità clinica che ho adottato per affrontare la malattia non mi avesse ancora abbandonato e continuasse a mordere il freno.

Così ho deciso di affrontare la paura, tornare in reparto e cercare di ritrovare quella parte di me. Luce Mia è il mio viaggio a ritroso nella malattia: la mia storia, raccontata grazie a ciò che ho postato sulla mia pagina facebook durante i ricoveri, si intreccerà con quella di una paziente, dei medici e degli infermieri che stanno combattendo oggi contro “il male”.

Un percorso che spero possa portarmi a raggiungere e registrare quell’attimo in cui si smette di essere pazienti e si torna uomini. Il mio racconto personale reagirà con la quotidianità del reparto di ematologia dell’Ospedale Mauriziano di Torino dove Sabrina, la paziente che ho deciso di seguire, ha combattuto la sua battaglia quotidiana supportata dal personale sanitario. Il nostro confronto, le sue domande, le mie risposte, le nostre paure si intrecceranno nel suo percorso di guarigione, che culminerà nel trapianto di midollo.

Tenteremo di alleviare questa strada accidentata guardando la malattia e le prove a cui ti sottopone come un viaggio insolito ed un’opportunità nuova per poter essere persone migliori, più consapevoli.

Questo documentario sarà il mezzo per andarci a riprendere quella parte di noi che ci è stata tolta insieme alla malattia: la sicurezza e la fiducia nel futuro.

2.    Con quali risorse sei partito?

La mia cooperativa mi ha messo a disposizione l’attrezzatura necessaria per cominciare a documentare il percorso di Sabrina. Dopo alcuni mesi di lavoro saltuario ho montato un demo e ho scritto la prima versione del trattamento alla ricerca di ulteriori fondi

3.    Dove hai reperito le risorse per la “start up” iniziale e per la gestione ordinaria?

La mia cooperativa ha sostenuto la “start up” iniziale e per la gestione ordinaria. Inoltre mi sta accompagnando nella ricerca di ulteriori investitori.

4.    Quali difficoltà hai avuto nel reperire le risorse?

Le difficoltà sono molteplici e di varia natura: prima di tutto la scarsità di fondi che attanaglia l’intero settore pubblico della cultura, la scarsa disponibilità di rischiare da parte dei broadcaster più forti (le televisioni), infine la difficoltà di arrivare a fondazioni od enti privati.

5.    In che misura percentuale puoi contare sulle risorse da te prodotte e in che misura invece da contributi pubblici o privati qualora tu ne abbia ricevuti? Finanziamenti da parte di Banche o finanziamenti europei?

Fino ad ora siamo riusciti a ottenere un finanziamento di 5000 euro da parte della Fondazione Mauriziana ONLUS, legata all’Azienda Ospedaliera Umberto I (Mauriziano), e un finanziamento di 7000 euro da parte del Piemonte doc film found, per lo sviluppo del documentario. Inoltre sul sito legato al progetto abbiamo cominciato un’attività di crowdfinding che fino ad ora ha raccolto circa 2000 euro

6.    Hai sviluppato un’attività di fundraising?

Siamo in attesa di una risposta dopo aver inviato una richiesta di finanziamento al MIBAC (Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo). Supportati dall’ospedale Mauriziano e dal Comune di Torino stiamo sondando la disponibilità ad impegnarsi economicamente da parte della fondazione Intesa Sanpaolo ONLUS e la fondazione CRT. Inoltre vogliamo partecipare al bando per la produzione del Piemonte doc film found di dicembre

7.    Hai intenzione di sviluppare un’attività di crowdfinding?

Come ho detto poco fa sul sito legato al progetto (www.lucemia.it) abbiamo cominciato un’attività di crowdfinding che fino ad ora ha raccolto circa 2000 euro

8.    Quali sono le prossime mosse del progetto Lucemia?

Intanto continuare a seguire lo svolgersi delle vicende di Sabrina, tutt’ora in ospedale a combattere contro una polmonite legata alla recrudescenza della Leucemia. In seguito bisognerà raccogliere tutto il materiale e scrivere una sceneggiatura coerente e funzionale che intersechi la storia di Sabrina con la mia. Bisognerà fare una nuova sessione di riprese di circa due settimane e in seguito comincierà il montaggio del film che presumibilmente durerà circa due mesi.

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