Access Landscape Acces inaugura N38E13, il nuovo spazio ricettivo d’arte contemporanea a Palermo

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N38E13 è un interessante progetto artistico-culturale dalla duplice identità, nato da un’idea del suo fondatore, Ennio Pellicanò, in collaborazione con uno staff qualificato che prevede, fra gli altri, i due curatori Salvatore Davì e Katiuscia Pompili.

Innanzitutto il nome: sintesi delle coordinate geografiche N38.1103E13.3649, che individuano il luogo fisico a Palermo, rintracciabile attraverso qualsiasi dispositivo satellitare, N38E13 incarna pienamente il concetto-chiave che ne sta alla base, ovvero il porsi quale catalizzatore di una rete socio-culturale la più ampia possibile.

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Le due anime di questa nuova realtà sono entità giuridiche ed economico-sociali autonome ma strettamente connesse: si tratta dell’Associazione di Promozione Sociale – lo spazio culturale vero e proprio – e della struttura ricettiva, definita “MicroHotel”, che ha l’obiettivo di porsi quale impresa etica e facilitatore di rete utile ad individuare un target selezionato ed essenzialmente, ma non necessariamente, interessato ai progetti culturali dei quali Access Landscape Acces è il primo.

L’Accomodation space rappresenta, infatti, un investimento prezioso per la durata e la crescita del Cultural space e, con il sommarsi dei progetti già previsti, quali le residenze di artisti, diverrà sempre più interessante essere ospitati all’interno di questo innovativo luogo per la possibilità di vivere a stretto contatto con gli artisti e vederli in opera ma anche per le sperimentazioni artistiche nelle quali ci si potrà imbattere autonomamente in base alla camera scelta. 12

La N38.1103 E13.3651, ad esempio, (la denominazione di ogni camera corrisponde alla sua esatta collocazione all’interno dello spazio e si differenzia per le cifre decimali) è dedicata alla pittura, alle arti grafiche, alla scultura e all’installazione: per questo è più ampia delle altre ed è fornita di diversi materiali e strumenti da poter utilizzare e di un enorme tavolo in ferro e legno – progettato dalla designer Agnese Giglia, come ogni altro dettaglio dell’intero spazio che non sia un oggetto di design già esistente –; la N38.1107 E13.3653 è, invece, la camera dedicata alle arti del suono, e per questo è dotata di microfoni ad altissima definizione posizionati all’esterno per poter “catturare” suoni e rumori provenienti dalle diverse vie della città sulle quali si affaccia il grande appartamento e rilassarsi ascoltandoli e mixandoli a proprio piacimento fino ad ottenere un’esperienza quasi mistica, oltre a sofisticatissime apparecchiature del settore, utili a registrare ed a creare.

La N38.1106 E13.3654 è concepita per la fotografia ed i video mentre la N38.1104 E13.3656 ruota intorno al concetto della lingua e delle arti legate alla scrittura, ed è quella che ha ospitato la prima residenza, il collettivo artistico bolognese VVVB. Per N38E13 questi artisti hanno prodotto due opere: Senza titolo, un’installazione consistente in stralci di testi sovrapposti ed in alcuni casi privati del loro senso originario, scritti su carta lucida adoperando una storica Olivetti che hanno trovato in camera, e Libretto delle assenze, ovvero un blocchetto per le giustificazioni delle assenze scolastiche all’interno del quale hanno scritto versi, che in qualche caso creano straniamento, riferiti al proprio substrato storico e linguistico ma anche al territorio siciliano che hanno conosciuto e riscritto nel corso della loro permanenza.

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Ed al territorio, ma non solo a quello siculo, si rifà la prima esposizione – inaugurata lo scorso 13 luglio e visitabile sino al 13 novembre – che ruota intorno all’idea di paesaggio quale estensione del corpo dell’individuo e che è volta alla possibilità di appropriazione di un luogo attraverso la creazione di una relazione tra individuo ed ambiente: Access Landscape Access.

La ripetizione del termine “access”, il “passaggio” che ha insito in sé il concetto di movimento legato all’attraversamento di un luogo – in questo caso del “landscape”, il paesaggio, ma anche il sito stesso della mostra – si lega al duplice accesso, prima delineato, possibile ad N38E13 ma anche all’idea di un codice binario, essenziale ed universalmente leggibile.

Dello spazio fisico si sono appropriati gli artisti, scelti dai due curatori in base alla loro aderenza al concept, e ciascuno ha espresso in maniera totalmente differente ma complementare, sia per temi che per linguaggi utilizzati, il proprio concetto di paesaggio.1234690_570830609645291_1933723434_n

Il romano Stefano Canto, per esempio, ha proposto il dittico S1, S2 (Monte Pellegrino, Palermo), due stampe digitali su carta adesiva rifrangente intagliata a plotter e scomposta manualmente che reinterpretano il Monte Pellegrino – simbolo di Palermo in quanto luogo del ritrovamento dei resti della patrona, Santa Rosalia, ma da sempre considerato un luogo sacro di incontro con il divino – decostruendo e svuotando il paesaggio, riportandolo alla sua essenza primordiale e delineando nuove possibilità di connessione fra uomo e ambiente.

Il portoghese Jose Florentino ha, invece, presentato Lettera a Messier: utilizzando la macchina fotografica come uno strumento astronomico, da Piano Pomo, all’interno del Parco Naturale delle Madonie, in Sicilia, l’artista ha lasciato l’obbiettivo aperto facendo incidere dalla luce delle stelle, come la punta di un sismografo, il proprio percorso; la pellicola è divenuta, quindi, una sorta di mappa del cielo e l’ennesima reinterpretazione del paesaggio.

Fra gli altri pregevoli lavori sono da ricordare: il trittico del fotografo sloveno Primoz Bizjak – che ha esposto alla 50°, 51° e 53° Biennale di Venezia – Interiores Madrilenos (Calle Gaztambide, Calle Factor, Calle Hortaleza n.2), nei quali è mostrato un volto meno noto della capitale spagnola, focalizzando l’attenzione su edifici in costruzione o da demolire e su dettagli di cantieri abbandonati; l’installazione del palermitano Ignazio Mortellaro Land, composta da lastre di metallo arrugginite che rappresentano la geografia dei luoghi definendo i lotti geometrici della costa panormita, seppur ossidati e, quindi, dematerializzati, che vengono poi unificati da fili metallici e segni; il video di Alessandro Librio Balarm, risultato della performance del 2012 che lo ha visto impegnato in un lancio in parapendio dal Monte Grifone, nel palermitano, accompagnato dal suo violino che veniva magicamente suonato dal vento, creando un nuovo paesaggio sonoro sulla città. 1256526_570830409645311_971972682_n

Ed ancora il collettivo catanese Canecapovolto con l’installazione video Dentro la maggioranza silenziosa, basata sulla creazione di un paesaggio virtuale composto dall’associazione di vecchie photos trouvées e di quelle selezionate con la ricerca tramite immagine di google e la modicana Annamaria Di Giacomo con l’installazione audio-video Abendstern (Stella della sera), nella quale la proiezione di frammenti di film in super8 degli anni ’60 appartamenti alla sua famiglia viene accompagnata dalle note del Tannhäuser di Wagner come si trattasse di un vecchio carillon. 999583_567836579944694_1965192676_n

Da segnalare, infine, l’inaugurazione della seconda residenza d’artista avvenuta proprio in questi giorni, il primo settembre, nella stanza dedicata a video e fotografia: si tratta di Sebastiano Mortellaro, siracusano allievo, a Milano, di Alberto Garutti, che per N38E13 si è dedicato al “paesaggio sociale” dei quartieri disagiati del centro storico di Palermo ed al processo di riappropriazione dello spazio pubblico attraverso l’attività sportiva amatoriale operata dalla consistente comunità di immigrati – provenienti in particolare da Bangladesh, India e Sri Lanka –, appassionata di cricket, che affolla le strade circostanti il “Micro-hotel”.

Maria Stella Di Trapani

Tutte le immagini: courtesy N38e13

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