MARIA LASSNIG E MARISA MERZ: IL MERCATO DI DUE LEONI D’ORO

I Leoni d’oro alla carriera della 55a Esposizione internazionale d’arte della Biennale di Venezia sono stati assegnati all’austriaca Maria Lassnig (1919) e alla torinese Marisa Merz (1926) due artiste, ancora in attività, che con il loro lavoro hanno attraversato da protagoniste tutta la seconda  metà del secolo scorso. All’indomani dell’importante riconoscimento ottenuto in laguna, abbiamo analizzato la loro posizione sul mercato.

Attualmente, le opere di Maria Lassnig sono trattate da Friederich Petzel di New York e da Hauser & Wirth di Londra – entrambe le gallerie hanno rappresentato l’artista ad Art Basel 2013 – , oltre che da Capitain Petzel di Berlino. Al di là della recente partecipazione alla 55a Biennale di Venezia, tra i più recenti appuntamenti espositivi dell’artista si segnalano la retrospettiva alla Serpentine Gallery di Londra del 2008 e la recente mostra personale alle Deichtorhallen di Amburgo.

Maria Lassnig. Foto: Sepp Dreissinger.

Il record in asta della Lassnig risale al 2007, quando il suo dipinto Dormire con una tigre del 1975 è stato aggiudicato presso la Im Kinsky di Vienna per 230mila euro. Nel 2010, invece, La Morte e la fanciulla, un suo olio su tela di grandi dimensioni (200×155 cm) del 1999 è stato battuto da Christie’s, a Londra, per 216mila euro. Nel corso degli ultimi anni i passaggi in asta della Lassnig sono stati numerosi. Gli stessi sono stati registrati, soprattutto, in aste internazionali e locali – in prevalenza austriache –  e hanno messo in evidenza la volatilità del mercato dell’artista, seppur con una percentuale di venduto che, nel 2012, ha raggiunto il 90%.

La produzione più apprezzata da critica e collezionismo – la stessa scelta da Massimiliano Gioni per il suo Palazzo Enciclopedico alla 55Biennale Veneziana – è quella dei Body-awareness painting, opere in cui l’artista austriaca ritrae ossessivamente se stessa in autoritratti dall’accentuata carica psicologica, in cui l’utilizzo estremo, a tratti violento della carnalità, e l’irruenza dei soggetti e delle scene, ricordano inevitabilmente la figurazione espressionista di due grandi maestri del ritratto come Lucian Freud e Francis Bacon. E non è un caso che siano proprio i Body-awareness painting i soggetti della Lassnig più ricercati dal mercato.

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Alla luce dell’innegabile qualità pittorica delle opere, e del buon curriculum internazionale, restano ancora tutte da analizzare le ragioni di un successo – economico, critico e mediatico – raggiunto solo in tarda età. Una risposta – seppur parziale – a quanto detto, la si può ricercare nelle caratteristiche di una produzione ampia ma, forse, eccessivamente varia e trasversale, che da sempre caratterizza l’artista. La Lassnig, infatti, durante il corso della sua lunga carriera ha attraversato l’Informale e il Simbolismo, si è lasciata affascinare dal Cubismo, si è dedicata all’Astrazione e si è resa protagonista della primissima stagione dell’Azionismo Viennese. Solo con la serie prima citata dei dipinti di consapevolezza corporea la sua opera ha raggiunto una solida riconoscibilità, acquisendo così un carattere essenziale ai fini di una definitiva consacrazione mercantile.

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Diversa è invece la storia della produzione di Marisa Merz, artista con un percorso indissolubilmente legato al movimento dell’Arte Povera e dotato di un’intrinseca ed innegabile coerenza e continuità. Non a caso, l’artista torinese viene universalmente riconosciuta come una delle figure femminili più trasgressive e forti del panorama artistico del secondo dopoguerra italiano, con un importante curriculum internazionale caratterizzato dalla partecipazione a storici appuntamenti espositivi – come la collettiva Arte Povera + Azioni povere allestita nel 1968 da Celant agli Arsenali dell’Antica Repubblica di Amalfi -, il conseguimento di prestigiosi riconoscimenti – sempre a Venezia, ma nel 2001, in occasione della 49a edizione della Biennale le è stato assegnato il premio speciale della giuria – e l’esposizione in grandi personali allestite presso il MADRE di Napoli, lo Stedelijk Museum di Amsterdam, il MAXXI di Roma e il Centre George Pompidou di Parigi.

Il Palazzo Enciclopedico_Biennale Arte 2013

Attualmente, il lavoro di Marisa Merz è trattato, in Italia, dalla Galleria Tucci Russo di Torre Pellice e dalla Stein di Milano, all’estero – tra le altre – dalla Gallerie Bernier/ Eliades di Atene. Nonostante la lunga e prestigiosa carriera, tuttavia, non si registrano ancora suoi passaggi in asta e sul mercato la domanda per le sue opere è ancora debole ma in crescita, specie su base internazionale – come già riportato in un precedente articolo (leggi) -.

Oggi per acquistare un suo lavoro storico è richiesto un investimento variabile tra 60 e gli 80mila euro. Un suo lavoro più recente, invece, è acquistabile per una cifra compresa fra i 25 e i 50mila euro.

(Gregorio Raspa)

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Foto. Dall’alto:

Fotografia di Maria Lassnig.

Maria Lassnig, Dormire con una tigre, 1975

Visione parziale della sala dedicata Maria Lassnig alla 55 Biennale

L’assegnazione del Leone d’oro a Marisa Merz

Un’opera di Marisa Merz.

Per tutte courtesy Google

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