La televisione, caratteristiche e sviluppi di un medium in continua evoluzione.

Il piccolo volume dal titolo Televisione, scritto da Carlo Freccero ed edito da Bollati Boringhieri (2013), getta le basi per un nuovo dibattito riguardo il futuro della televisione e la sua influenza sulla società. Freccero parte da una premessa fondamentale; la televisione nel panorama italiano rappresenta e influenza la società, ed è un’antenna sempre accesa sulle ultime tendenze del pensiero dominante.

Un estratto della copertina del volume.

Un estratto della copertina del volume.

L’autore prosegue illustrando come a suo giudizio l’ultimo ventennio italiano sia stato innegabilmente plasmato dall’ideologia berlusconiana, trasmessa e diffusa attraverso le sue tv commerciali, del tutto estranee ad intenti pedagogici e di diffusione della cultura.

Silvio Berlusconi durante un comizio politico.

Silvio Berlusconi durante un comizio politico.

La RAI o tv di stato dal canto suo ha inseguito la tv commerciale, cercando se non di batterla almeno di eguagliarla nell’offrire programmi di svago e divertimento, pur non volendo rinunciare al suo primo e fondamentale intento, educare e diffondere cultura. Freccero colloca questo piccolo e sfaccettato panorama tutto italiano all’interno di una riflessione di più ampio respiro, citando il pensiero di McLuhan, Adorno e Bourdieu, considerando il dualismo Europa-cultura/America-mercato, per guidarci in un viaggio che parte dagli albori della tv e arriva fino al vastissimo panorama odierno del digitale terrestre e di Sky.
L’interrogativo fondamentale che pone l’autore,e al quale peraltro cerca di fornire una risposta nuova è: come ripensare oggi il servizio pubblico televisivo italiano perchè sia efficace, ossia capace di insegnare ed interessare?
Innazitutto è necessario cancellare il modello pedagogico di servizio pubblico protagonista della tv degli albori, quando lo spettatore acquisiva passivamente delle nozioni. Oggi la cultura deve farsi evento, suscitare dibattito e avvicinare a sè anche un pubblico di non specialisti, sfidare l’intelligenza dello spettatore con un palinsesto variegato, complesso e non prevedibile. Il nuovo credo in materia di televisione pubblica deve essere Educare, divertire, informare, sull’esempio delle programmazioni inglesi della BBC. Non potendo però contrastare il colosso televisivo americano – primo concorrente di qualsiasi programmazione televisiva europea – con le sue stesse armi (fiction, film e programmi di intrattenimento e informazione spettacolari), l’Italia deve puntare sulla valorizzazione della sua specificità culturale, ricca di storicità e tradizione. Non copiare programmi già serializzati, ma trasporre in immagini e servizi per il pubblico il linguaggio contemporaneo dell’identità culturale europea.

L'Art Editor della BBC Will Gompertz racconta per Radio4 i tesori della collezione reale inglese.

L’Art Editor della BBC Will Gompertz racconta per Radio4 i tesori della collezione reale inglese.

Freccero conclude il suo volume con alcune riflessioni riguardo l’attuale contingenza economica e sociale e i suoi risvolti futuri su società e mezzi di comunicazione: Critica e crisi hanno la stessa radice etimologica. Oggi assistiamo a una crisi economica, ma anche a una critica e a un ripensamento della comunicazione e della funzione della televisione.

Non ci resta che augurarci che l’Italia raccolga, e vinca, questa sfida nel campo della comunicazione, in um momento storico delicatissimo ma ideale per raggiungere nuovi orizzonti.

Per maggiori informazioni riguardo i numeri che rappresentano la nostra tv consultate il sito http://www.auditel.it/dati/, Sintesi mensile 5 maggio 2013 il dato più recente.

Elisa Pini

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