Dalla calzatura a Leonardo da Vinci

Ripensare l’economia di un territorio è un’operazione complessa che richiede l’elaborazione di un’idea sostenibile ed innovativa. Il progetto di valorizzazione integrata del territorio “Leonardo e Vigevano” può essere considerato un interessante caso di studio per comprendere come la città di Vigevano sia per la prima volta riuscita a connettere mondo industriale e sistema culturale. L’economia vigevanese, basata per tutta la prima metà del 1900 sul settore calzaturiero, si trasforma attraverso la figura di Leonardo: il Vinci riletto attraverso la multimedialità, l’interattività e le nuove tecnologie diventa protagonista di una serie di mostre che hanno esposto in maniera inedita dal 2008 al 2011 l’operato del grande artista fiorentino.

È fondamentale sottolineare come la scelta di Leonardo non sia stata per nulla casuale. Il legame storicamente documentato tra il Vinci e la città di Vigevano ha permesso infatti di realizzare il progetto partendo proprio dalle testimonianze materiali lasciate da Leonardo nella città durante il soggiorno alla corte di Ludovico il Moro (1493-1494).

L’importanza del progetto in questione nasce dal fatto che è riuscito, per la prima volta, ad esprimere a pieno la vocazione di Vigevano come città culturale. Il successo dell’iniziativa è innegabile; per rendersene conto è sufficiente considerare che i visitatori che hanno preso parte alle mostre organizzate dall’Aprile del 2009 a Giugno del 2011 sono stati più di 200.000. “Leonardo e Vigevano” è riuscito inoltre a valorizzare ed in parte rifunzionalizzare alcune importanti risorse artistico-architettoniche di Vigevano fino ad oggi parzialmente trascurate, quali il Castello, la Chiesa di San Dionigi ed il Colombarone.

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Oggi considerare la singola destinazione non è più sufficiente. Il Consorzio A.S.T. – Agenzia per lo Sviluppo territoriale, ideatrice di “Leonardo e Vigevano”, si sta ponendo per l’Expo del 2015 un nuovo ambizioso obiettivo: arrivare a valorizzare il territorio lomellino nel suo complesso tramite “Leonardo, le acque e il riso”. Si tratta di un progetto costruito attorno a due capisaldi: il maschio del Castello Sforzesco di Vigevano, dove sale interattive e tecnologiche permanenti parleranno del rapporto di Leonardo con le acque ed il territorio, ed il Castello di Lomello, nel quale verrà creato uno spazio stabile dedicato alle acque ed al riso.

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Il progetto coglie a pieno le opportunità che possono nascere da una collaborazione che coinvolga non solo i diversi attori locali pubblici e privati, ma anche personalità appartenenti al territorio inteso in senso ampio: partner del progetto saranno infatti, oltre ad una serie di realtà locali, la Fondazione Cariplo (organo finanziatore) ed il Politecnico di Milano e Torino. Le destinazioni che ottengono oggi maggiori benefici sono infatti sempre più spesso quelle che, oltre a concepire il turismo e la cultura in modo interconnesso, riescono a far collaborare realmente gruppi di stakeholders provenienti sia dal settore pubblico che da quello privato.

Il 2 febbraio 2013 è stato presentato in occasione di “Leonardo torna in Castello” il concept del nuovo polo multimediale su Leonardo Da Vinci. “L’investimento sul progetto “Leonardo, le acque e il riso” sarà di 2.300.000 € e servirà non solo a celebrare Leonardo, ma anche a creare un centro studi sul genio vinciano e sugli Sforza e un centro per la ricerca sulle tecnologie applicate ai beni culturali”.

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In occasione di questo incontro, i partner tecnici del progetto hanno preso direttamente la parola. Il professor Mario Ricciardi del Politecnico di Torino ha presentato “Leo Hub”, uno spazio permanente di ricerca, studio e approfondimento aperto a istituzioni, network e università a livello nazionale e internazionale. “Per realizzare il progetto – ha spiegato Ricciardi – il Politecnico ha deciso di investire sui giovani, selezionando una squadra di ricercatori che lavorerà su queste tematiche”. In seguito il professor Simone Ferrari dell’Università di Parma ha introdotto le tematiche che verranno affrontate all’interno del centro di studi vinciani. “Questo spazio – spiega – dovrà essere il più interattivo possibile, un luogo dove le persone si possano incontrare per guardare e per discutere. Un luogo che faccia venir voglia di tornare più e più volte per approfondire le varie tematiche che vi saranno contenute”. Infine Ico Migliore, titolare dello studio di architettura Migliore+Servetto ha illustrato le linee guida con le quali verranno allestiti gli spazi al piano terreno del Mastio del castello. L’architetto ha inoltre spiegato il primo intervento tangibile che verrà realizzato: il cannocchiale. “Si tratta di un’installazione multimediale che troverà posto in Piazza Ducale – ha spiegato Ico Migliore – e che servirà a far conoscere ai vigevanesi e ai turisti la storia della piazza e del castello anche attraverso lo strumento della realtà aumentata”. L’obiettivo finale è quello di “creare un’esperienza unica per i visitatori che da passivi si trasformeranno in protagonisti”.

Nel corso dei prossimi mesi verranno raccontati nel dettaglio gli interventi principali del progetto con particolare attenzione alle criticità ed alle problematiche riscontrate unitamente alle ricadute socio-culturali ed economico-imprenditoriali che “Leonardo, le acque e il riso” avrà sul territorio lomellino.

(Irene Brustia)

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