I NEXT ELEVEN AD ART BASEL 2013

Di attrazione il mondo dell’arte ne sa sicuramente qualcosa ed Art Basel, “La fiera delle fiere” del mondo dell’arte che si svolge ogni anno a Basilea, è sicuramente uno dei più importanti punti di ritrovo per chi ama l’arte e, perché no, ne fa una ragione di vita, soprattutto economica.Image

Anche i nuovi paesi emergenti, i cosiddetti Next Eleven (i Prossimi Undici), si sono lasciati stregare da questo mercato che, a quanto pare, sembra non essere stato colpito da alcuna crisi. Certo, a detta  di una delle tre gallerie messicane presenti ad Art Basel, i processi di vendita sono stati più lenti, ma di vendite se ne sono fatte ed anche tante.

I Next Eleven sono gli undici paesi che, insieme a quelli appartenenti al BRIC (Brasile, Russia, India e Cina), sono in prossimità di diventare tra le più grandi economie del mondo. Gli undici fortunati, identificati nel 2005 dalla Goldman Sachs e dall’economista Jim O’Neill, sono: Bangladesh, Egitto, Indonesia, Iran, Messico, Nigeria, Pakistan, Filippine, Turchia, Corea del Sud e Vietnam.

Delle 300 gallerie d’arte presenti a Basilea, 8 provenivano da 4 di questi paesi, precisamente dalle Filippine, dal Messico, dal Sud Korea e dalla Turchia; di queste solamente un paio sono veterane di Art Basel, le altre sono tutte alla prima esperienza. Poche ma buone. Queste, infatti, nonostante la difficoltà per partecipare alla fiera (a causa della procedura di ammissione molto serrata), sembrano muoversi molto bene all’interno di un mercato dove detta legge il detto: “sopravvive il più forte”. Quasi tutte hanno partecipato anche ad Art Basel Miami, Art Basel Hong Kong (le altre due edizioni di Art Basel) ed, in particolare, la galleria turca Dirimart ha presentato a Basilea, con un price range tra i €5.000 e i €200.000, lo stesso artista che ha esposto le sue opere all’ultima edizione della Biennale di Venezia. Si tratta di Yüksel Arslan, turco, classe 1933, ma che dal 1967 vive a Parigi. “Molte persone che hanno visto i lavori di Yüksel alla Biennale si sono presentate qui ad Art Basel per acquistare una delle sue opere”, afferma il rappresentate della Dirimart nel suo stand della grande fiera. Anche la galleria messicana Kurimanzutto ha esposto a Venezia e, con orgoglio, conferma quanto questa doppia presenza influisca sulla creazione di un “network” sempre più esteso all’interno del mercato dell’arte.

Anche la presenza ad Art Basel Hong Kong è stata, a quanto pare, quasi una consacrazione per partecipare all’edizione europea della fiera. Alcune di queste gallerie, quelle asiatiche in particolare, hanno infatti iniziato da lì la loro esperienza e dopo qualche anno sono approdate in occidente. Allo stesso modo quelle messicane non si lasciano sfuggire l’edizione di Miami, in modo tale da avere l’occasione di presentare gli artisti messicani in America prima, in Europa poi. La galleria messicana OMR, che si è riconfermata per il 14° anno ad Art Basel dopo aver presieduto anche a Miami e ad Hong Kong, afferma quanto sia importante avere l’opportunità di avere uno stand in tutte e tre le edizioni  per poter promuovere gli artisti messicani e, soprattutto, per attrarre persone e collezionisti.

Si riconferma in questo modo l’importanza di partecipare a più fiere ed eventi d’arte, essenziale per la promozione dell’artista e, di conseguenza, per l’affermazione della galleria d’arte che lo rappresenta. Questo passaggio è fondamentale, soprattutto se si tratta di una galleria emergente come alcune tra quelle dei Prossimi Undici.

La galleria d’arte Silverlens, filippina, al suo primo anno a Basilea si ritiene molto soddisfatta dei risultati ottenuti, sia delle vendite (con un price range compreso tra €17.000 e €30.000), che dei contatti che è riuscita a crearsi con le persone, soprattutto con i collezionisti. La scelta di presentare un programma giovane, promuovendo giovani artisti emergenti, è senza dubbio un punto di forza per questi paesi che in questo modo si impongono nel sistema del mercato dell’arte portando una ventata di novità dall’Oriente. “Ormai bisogna rendersi conto che il mercato dell’arte asiatico, seppur nuovo, è diventato molto forte grazie anche alla sua posizione geografica”, afferma il giovanissimo gallerista della Silverlens. E aggiungerei, una posizione geografica che attrae soprattutto i nuovi ricchi, potenziali nuovi collezionisti, che provengono proprio dall’Est del mondo.

Artisti emergenti sono stati presentati anche dalla galleria sudcoreana PKM che, dopo tre anni di assenza da Art Basel, ha deciso di promuovere talenti nazionali e non, vendendo le loro opere a prezzi compresi tra €4.000 e €600.0000.

Art Basel si conferma, dunque, la fiera più importante per permettere alle gallerie, in questo caso quelle provenienti dai paesi Next Eleven, di farsi conoscere, grazie soprattutto all’ottima reputazione che si è creata nel corso degli anni affermandosi come prima fiera dell’arte a livello mondiale. E i paesi emergenti non si lasciano certamente scappare una simile occasione, trovandovi un’opportunità di crescita, di conoscere e farsi conoscere, che gli permetterà, fra non molti anni, di affermarsi in tutto il mondo.

Cristiana Troli

(Immagine: Yüksel Arslan, Arture, 539, 2000 Mixed media on paper 25 x 27.5 cm, Dirimart Gallery, Istanbul, Turkey).

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