Arte storicizzata ad ArtBasel. Alcuni esempi, da Munch a Delvaux

Il 16 giugno si è chiusa a Basilea la 44esima edizione di ArtBasel, con un ottimo riscontro, secondo tutti gli operatori di settore, sia per il numero di visitatori (che ha toccato quest’anno il record di 70.000), che per le vendite.

ArtBasel è la maggiore fiera, a livello mondiale, per l’arte moderna e contemporanea. Le opere d’arte esposte e destinate alla vendita quindi coprono un arco temporale che parte dall’anno 1900 ed arriva fino ai nostri giorni. L’opera più antica presentata in fiera è una delle litografie Vampire (II) di Edvard Munch, realizzata tra il 1895 ed  il 1902, proposta dalla Galerie Thomas di Monaco.  Ad ArtBasel è quindi possibile acquistare opere di artisti appartenenti a movimenti capitali per la storia dell’arte, come la Secessione Viennese e l’Espressionismo tedesco (Brücke e Blaue Reiter), opere che hanno già superato la selezione di fama e qualità imposta dal tempo e assumono quindi statura di pezzi museali.

Edvard Munch, "Vampire II", Litografia, 1895-1902

Edvard Munch, “Vampire II”, litografia, 1895-1902

All’interno della fiera però, sono poche le gallerie specializzate in questo segmento di mercato, classic modern, meno di dieci sulle 304 presenti in quest’edizione. Intervistati, anche i galleristi che hanno portato a Basilea l’arte più storicizzata, in linea con i colleghi contemporaneisti,  hanno espresso la loro piena soddisfazione per le vendite e l’andamento della fiera, sottolineando come più giorni di preview siano stati positivi per le vendite, dando ai clienti più tempo per visionare gli stand e maggiore calma per scegliere le opere da acquistare.

Stando alle dichiarazioni raccolte presso le gallerie del Classic modern, complessivamente, emerge che i collezionisti interessati all’arte dei primi del ‘900 sono per la maggior parte provenienti da paesi germanofoni, dall’Italia o più in generale da Europa e Nord America, mentre le economie emergenti non appaiono attratte dalle opere storicizzate, tanto da spingere queste gallerie a scegliere di non partecipare all’edizione di ArtBasel che ha sede ad Hong Kong. Piuttosto, quasi tutte espongono al Tefaf e ad ArtCologne, ma dichiarano che ArtBasel costituisce l’occasione migliore per vendere ed intrecciare relazioni con nuovi potenziali clienti. Infatti, questo segmento collezionistico è costituito per la maggior parte da appassionati del periodo che si rivolgono alle gallerie già conosciute e, trattandosi di un ponte commerciale tra Europa e Stati Uniti, Basilea costituisce l’opportunità per le gallerie americane di raggiungere i collezionisti europei, mentre l’edizione di Miami Beach permette alle gallerie europee di avvicinarsi agli acquirenti nordamericani. Sonja Kaiser della Jörg Maass Kunsthandel  di Berlino ha dichiarato di aver acquisito nuovi clienti dalla Svizzera, mentre per la Galerie St. Etienne di New York, molti collezionisti europei si sono interessati alle opere esposte e numerose trattative e vendite verranno portate a termine anche a fiera chiusa.

Nonostante si trattasse di opere di calibro museale, i galleristi concordemente hanno dichiarato di non avere avuto musei tra gli acquirenti; secondo Heike Grossmann, direttrice della Galerie Thomas di Monaco, la ragione risiede nel prezzo troppo elevato delle opere, soprattutto per i musei statali europei. Infatti, l’unica eccezione è costituita da un museo americano che ha acquistato da Jörg Maass Kunsthandel una stampa dell’artista della Nuova Oggettività George Groz, ma la galleria non ha voluto rivelare né il nome del museo né il prezzo corrisposto per l’opera.

Edvard Munch, “Ritratto di Inger Barth”, olio su tela, 1921

In effetti, le opere storicizzate hanno mediamente un livello di prezzi piuttosto alto, rispetto alle opere contemporanee. Tra le opere più costose ad ArtBasel, la Galerie Thomas esponeva il “Ritratto di Inger Barth”,  un olio su tela di Munch del  1921, di dimensioni notevoli (130,5x100cm), il cui prezzo era di 5 milioni di euro,non ancora venduto, all’ultimo giorno di fiera. Proponeva inoltre nello stand anche “Femmes traversant une rivière en criant”, un olio su tela del 1927 di Max Ernst, artista contemporaneamente presente in mostra alla Fondazione Beyeler, indicato da Heike Grossmann come il pezzo più bello in esposizione. La direttrice della  galleria ha dichiarato inoltre che tutte le opere del classic modern da loro presentate hanno avuto un ottimo riscontro di mercato e secondo la sua opinione non è possibile indicare tendenze riferibili a certe correnti artistiche all’interno di questo segmento temporale.

Max Ernst “Femmes traversant une riviere en criant”, olio su tela, 1927

 La galleria Jorge Maass Kunsthandel, che da nove anni partecipa ad ArtBasel, ha deciso negli ultimi giorni, dedicati ai visitatori, di proporre, con un curato allestimento che richiama una sala museale, esclusivamente stampe, accompagnate da un listino prezzi piuttosto democratico (rispetto alle altre gallerie del classic modern), ben in vista, con un price range da 5.500 euro per un collage di Franz Roh, a 190mila euro per una stampa di Erich Heckel. L’opera più costosa è stata venduta durante i primi giorni di fiera, una stampa di Emil Nolde, non in listino, il cui prezzo non è stato dichiarato dalla galleria.

La Galerie St. Etienne di New York, presente ad Artbasel da dieci anni, si è dichiarata entusiasta dei risultati ottenuti . Ha portato dalla sede negli Stati Uniti 73 opere di artisti della Secessione Viennese, dell’Espressionismo tedesco e della Nuova Oggettività, selezionati con cura tra i migliori pezzi della galleria dalla direttrice Jane Kallir, massima esperta degli artisti della Wiener Secession, ed esposti con rigore museale, con risultati che hanno nettamente premiato le scelte. Il price range delle opere esposte andava da 7.500 dollari per una stampa dell’espressionista tedesca Käthe Kollwitz, a  1.200.000 dollari per “Nude girl with raised arms”, matita su carta di Schiele, del 1910, non ancora venduto, ma per il quale diversi clienti avevano manifestato interesse. La vendita più alta e più interessante è costituita da un gruppo di 5 disegni preparatori di Schiele per il “Ritratto del Dr. Franz Martin Haberdizl”, olio su tela custodito al Belvedere di Vienna, venduti in blocco per poco meno di un milione di dollari ad un artista contemporaneo.

Egon Schiele, “Nude girl with arms raised”, matita su carta, 1910

Unica voce fuori dal coro, la galleria Michael Haas di Berlino, conosciuta dai clienti negli anni precedenti per un assortimento comprendente arte contemporanea e classic modern, che invece quest’anno, per decisione della commissione di ArtBasel, ha dovuto allestire il suo stand soltanto con opere moderne, costatando una ripercussione negativa sulle vendite. Il price range delle opere esposte andava da 6.500 € per una scultura lignea di Henry Laurens, a 2.800.000€ per una tela di Paul Delvaux “La grande allee”, di grandi dimensioni (140×211 cm), invenduta.

Teresa Armenise

2 thoughts on “Arte storicizzata ad ArtBasel. Alcuni esempi, da Munch a Delvaux

  1. Teresa, ottimo approfondimento.
    Mi raccomando solo una cosa: il titolo deve essere davvero molto più corto! Aggiungi foto, tag e link.

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