MODELLO PEEP-HOLE

Uno spioncino nell'intervento di Gabriel Sierra realizzato per Peep-Hole a Milano

Uno “spioncino” nell’intervento di Gabriel Sierra realizzato per Peep-Hole a Milano

Peep-hole è la traduzione inglese di “spioncino”, quello speciale dispositivo, fornito di lente, che permette di guardare all’esterno attraverso un piccolo foro. Ma Peep-Hole è anche il nome di un ambizioso ed interessante progetto culturale – dedicato all’arte contemporanea – che, nato nel 2009 a Milano per volontà di Bruna Roccasalva e Vincenzo de Bellis – l’attuale direttore artistico di Miart – , in meno di quattro anni ha realizzato una serie di eventi, progetti editoriali ed iniziative culturali sostenute economicamente grazie ad un intelligente, innovativo e ancor poco diffuso – specie in Italia – sistema di finanziamento.

Peep-Hole è, infatti, una istituzione no profit supportata da più di 100 artisti, membri onorari dell’organizzazione (consulta la lista), che periodicamente donano al progetto una o più opere da destinare alla vendita. Il ricavato di quest’ultima è poi interamente devoluto alla gestione dello spazio e alla realizzazione degli eventi. Tale primaria attività di fundraising viene, inoltre, integrata da un articolato ed efficace programma di membership sponsorship rivolto a privati ed aziende interessati alla promozione del progetto e al sostegno delle sue attività. A queste iniziative si sommano le collaborazioni occasionali con Gallerie, Associazioni, Fondazioni, Musei e altre istituzioni che, a seconda del progetto, integrano il budget a disposizione di Peep-Hole.

Attraverso un simile, ben strutturato e dinamico schema di raccolta fondi, ed un tale ed efficace  sistema di collaborazioni trasversali, Peep-Hole riesce ad intercettare “finanziatori” dai profili più disparati, e a mantenere l’autonomia economica necessaria alla realizzazione dei suoi ambiziosi progetti culturali.

In questi anni sono stati “prodotti” più di 15 diversi eventi, tutti dotati di una forte matrice di ricerca, una chiara vocazione internazionale e un’anima indissolubilmente legata ai temi e ai valori della contemporaneità. L’ultimo progetto espositivo realizzato – in ordine di tempo – si è concluso lo scorso 13 Luglio e ha visto come protagonista il giovane artista colombiano Gabriel Sierra che, attraverso un sorprendente e suggestivo intervento site-specific, ha completamente modificato – anche architettonicamente – gli spazi espositivi di Via Stilicone.

Vista parziale della mostra Thus-Far di Gabriel Sierra da Peep-Hole

Vista parziale della mostra Thus-Far di Gabriel Sierra da Peep-Hole

Ma tanti sono stati gli artisti – per lo più giovani e internazionali – che, nel tempo, sono stati ospitati da Peep-Hole, prima nella vecchia sede di Via Panfilo Castaldi e, oggi, negli spazi della storica Fonderia Battaglia, a pochi passi dalla Galleria Lia Rumma e a qualche metro dalla Fabbrica del Vapore.

Con l’inizio della nuova stagione c’è, invece, grande attesa per la mostra di Trisha Baga, una giovane artista americana che, per la mostra milanese – come ci ha anticipato lo staff di Peep-Hole – sta preparando monumentali video-installazioni pensatecome nel caso di Sierra – per dialogare direttamente con lo spazio espositivo e modificare la sua percezione. In autunno, poi,  l’apertura della nuova stagione sarà caratterizzata anche, e soprattutto, dall’ormai tradizionale evento di fundraising – programmato quest’anno per il mese di Novembre -.

Ma, come accennato, Peep-Hole è un’istituzione in grado di proporre innovazione sotto l’aspetto non solo espositivo e organizzativo, ma anche della comunicazione, attraverso una serie di iniziative inedite e di tendenza. Tra queste è possibile citare, ad esempio, il progetto editoriale dei “Peep-Hole Sheet“, piccoli pamphlet realizzati in collaborazione con la rivista Mousse, capaci di documentare i progetti espositivi in maniera inusuale ed elegante, sostituendo il tradizionale catalogo con un “oggetto” di grande appeal ricercato, anche per via della sua rarità, da una curiosa e raffinata nicchia di collezionismo.

Capacità di attrarre capitali e fare network, intrattenere e divulgare, fare ricerca e imporre tendenza, comunicare e collaborare, coniugare ad una visione internazionale un’identità fortemente legata al territorio: sono queste le principali qualità del modello Peep-Hole, un esempio a cui – forse – il mondo della cultura italiana, sempre più povero di idee e risorse economiche, dovrebbe guardare – anche solo da un piccolo spioncino – e trarre ispirazione, per ritrovare sostenibilità e, soprattutto, credibilità.

(Gregorio Raspa)

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