Dall’Arte Povera alla video-installazione: Giulio Paolini ad Art Basel

PAOLINIIn un periodo davvero fortunato per l’Arte Povera, tornata particolarmente in auge dopo il rilancio di Germano Celant con la mostra itinerante “Arte Povera 2011”, anche un artista come Giulio Paolini ha colto i frutti del successo a livello internazionale a Basilea.

Presente alla Biennale di Venezia sia nel Padiglione italiano – con le criptiche dinamiche prospettiche dei suoi Quadri di un’esposizione, in dialogo con le opere grafiche di Marco Tirelli – sia alla Punta della Dogana per la Fondazione Pinault, il più intellettuale dei “poveristi” ha, infatti, trovato parecchio spazio alla 44esima edizione di Art Basel.

La sua Grande Natura è stata venduta per 100.000 $ ad un privato dalla galleria newyorkese Leonard Hutton, mentre Christian Stein di Milano ha deciso di esporre il famoso Intervallo (Torsi) del 1984, quotato circa 150 mila euro (un altro Intervallo dello stesso anno, che fa parte dei sei esemplari numerati esistenti – ciascuno avente piccole differenze che lo contraddistinguono – è stato battuto all’asta del 14 ottobre 2010 di Christie’s a Londra per 137.884 euro).

La galleria torinese Tucci Russo si è orientata verso un lavoro ben più recente, Passatempo del 2007 (in trattativa riservata al momento dell’intervista), che racchiude in sé tutti i temi fondamentali dell’opera del maestro, dal concetto di spazio prospettico alla frammentazione della scultura classica, richiamando altresì la questione del tempo attraverso le clessidre, la fotografia ed i calchi in gesso.

Oltralpe Paolini è stato esposto dalla galleria svizzera Annemarie Verna, con un collage su carta del 2009, Studio per Dopotutto, del valore di 12.000 euro, e dalle parigine Galerie 1900-2000, che ha presentato Dear visitor del 1963, uno dei primi lavori in assoluto (140.000 euro, trattative riservate) e Yvon Lambert, che lo ha scelto per la propria sezione ad Unlimited.

Dear Visitor, Giulio Paolini

Dear visitor, Giulio Paolini

Le opere presenti alla “grande Dame” delle fiere d’arte nel mondo testimoniano l’intero percorso dell’artista e dimostrano come il suo attuale valore sul mercato non sia limitato alla prima produzione: i lavori designati dalle due gallerie francesi ne sono la prova, se la prima ha scelto di rappresentare gli esordi di Paolini, legato al concettuale ed al rapporto fra opera e spettatore, mentre Lambert ha preferito la serie di sei elementi Studio per – Sala d’attesa del 2012, venduta per 10.000 euro il pezzo ad un collezionista privato, e soprattutto l’opera Prologo [1] dello stesso anno.

Prologo [1], Giulio Paolini, courtesy Galerie Yvon Lambert -­‐ Paris

Prologo [1], Giulio Paolini, courtesy Galerie Yvon Lambert ­‐ Paris

Questa video-installazione con sonoro radio ed elementi caratteristici del linguaggio dell’artista – plexiglass, tele bianche e disegni a matita – «era già stata esposta a Parigi in occasione di una delle personali di Paolini organizzate con cadenza piuttosto regolare nel nostro spazio espositivo», ha raccontato Olivier Belot, direttore della galleria, «ma allora non era stata venduta in quanto sin dall’origine era stata pensata più per un’esposizione di tipo museale che per collezionismo privato, sia per il valore sia per le dimensioni. Per questo abbiamo deciso di portarla proprio ad Unlimited, ed infatti abbiamo ricevuto parecchie offerte interessanti da diverse fondazioni private e da istituzioni museali, fra le quali una australiana» e l’opera è stata poi riservata per 180.000 euro proprio da un’istituzione.

L’essenzialità del linguaggio tipico dell’Arte Povera e Concettuale, la rivisitazione del classico in chiave contemporanea, la grafica, la fotografia e la video-installazione hanno trovato massima manifestazione nell’imponente opera ospitata nel nuovo edificio progettato da Herzog & de Meuron per la sezione di Unlimited: la sua presenza non fa che confermare l’importanza di Paolini, esaltandone la propensione verso un’espressione artistica altamente sofisticata e di non immediata comprensione, oscura ma al contempo in stretto contatto con lo spettatore chiamato a divenire attore.

Un fitto gioco di rimandi si snoda in questo complesso lavoro: dai grandi personaggi del Novecento italiano, quali De Chirico e Calvino, che hanno da sempre ispirato Paolini, ad opere altrui; da simboli e concetti mescolati e sovrapposti in una rapida e cangiante doppia proiezione su schermi bianchi e tele ad essi accostati a luoghi e persone evocati, fino a giungere, nel corso di tale misterioso viaggio condotto, forse, all’interno dell’animo dello stesso Paolini o di chi ne fruisce, al divano di casa sua che quasi sempre campeggia sullo sfondo.

Omissis, Giulio Paolini

Omissis, Giulio Paolini

Un ultimo lavoro doveva essere presente all’edizione di quest’anno, Omissis, significativa realizzazione risalente al 1998 del valore di 100.000 euro, ma a causa di uno spiacevole imprevisto – il danneggiamento di alcuni fogli nel corso dell’imballaggio poco prima della partenza – il gallerista napoletano Alfonso Artiaco, congiuntamente all’artista, ha deciso di non esporre l’installazione poiché in condizioni non perfette e di riservarla, dopo le dovute riparazioni, ad una degna esposizione in galleria.

La presenza di Giulio Paolini a Basilea riflette, dunque, la sua attuale posizione in termini di vendita: al settimo posto nella top ten dei più costosi dell’Arte Povera (pubblicata da Artprice lo scorso 7 giugno) con Le Tre Grazie del 1978 – battuta all’asta di Christie’s a Londra il 16 ottobre 2006 per 389,865 dollari – attualmente il maestro si ritrova di frequente nel mercato secondario con lavori eterogenei per tecnica e valore economico. Si va da fotografie, collage o litografie, aggiudicate per qualche migliaia di euro, a opere più complesse, e spesso più datate, quali sculture e installazioni che hanno raggiunto cifre vicine a quella della sua asta record.

Le Tre Grazie, Giulio Paolini 1978

Le Tre Grazie, Giulio Paolini

Tuttavia per Art Basel la scelta non è mai determinata esclusivamente dalla data di esecuzione o da particolari mode: tutti i galleristi intervistati hanno confermato di aver portato con sé Paolini non tanto per la maggiore esposizione mediatica dell’artista negli ultimi tempi, legata alle prestigiose “presenze” a Venezia, bensì per l’alto valore rappresentativo della sua opera nei confronti delle gallerie stesse ed in previsione delle esposizioni personali, già in fase di ideazione, che gli saranno dedicate nel prossimo futuro.

Sito istituzionale Art Basel 2013: http://www.artbasel-online.com

Maria Stella Di Trapani

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