Al MAC di Milano un arriverderci al 2023

L'esterno del MAC di Milano secondo il progetto dell’architetto Daniel Libeskind

La notizia ormai è certa: le grandi aspettative per la costruzione del Museo d’Arte Contemporanea di Milano debbono essere messe da parte, almeno per qualche tempo.

Se fino allo scorso anno potevamo ancora aspettarci o sperare nell’inizio dei lavori di costruzione del nuovo Museo milanese, per vedere realizzato l’innovativo progetto dell’architetto Daniel Libeskind dovremo probabilmente attendere sino al 2023.

I 45milioni di euro che erano ad esso destinati verranno infatti utilizzati per la riqualificazione del velodromo Vigorelli che verrà convertito in centro commerciale, centro eventi e polo sportivo, oltre che in favore del Palazzo delle Scintille.

Il progetto del MAC, che avrebbe dovuto prendere corpo nella zona della cosiddetta “Citylife” di Milano Fiera, prevede non solo oltre 5mila metri quadrati di superficie interna disposta su ben cinque piani, ma anche un parco di 7mila metri quadrati destinato ad installazioni e sculture, munito di centro termale.

Una struttura che si rifà all’idea leonardesca del cerchio e del quadrato, con all’esterno un enorme schermo che circonda l’intero Museo rendendo visibile la struttura, prevedendo invece una copertura volta a criteri di sostenibilità, poiché munita di pannelli fotovoltaici.

Costo annuale di gestione: 7milioni di euro.

Il MAC è stato concepito secondo criteri manageriali innovativi, sulla scia di quelle che sono le grandi realtà museali internazionali, a partire dal bookshop e dalla vivibilità dello spazio. Il Museo avrebbe dovuto infatti costituire un polo di attrazione per italiani e stranieri, un centro di ritrovo ed aggregazione, nonché risalto di quello che è l’importante ruolo di Milano nel panorama dell’arte contemporanea.

Le aspettative per questo nuovo Museo sono forti nei cuori di collezionisti, associazioni ed appassionati che già da tempo stanno portando avanti importanti iniziative di raccolta di opere da destinare al MAC. Che cosa succederà quindi? Forse basterà aspettare, pazientemente.

La notizia dell’arresto del progetto da un lato può stupire o deludere, dall’altra può esser da spunto per riflessioni che forse in tempi di ristrettezza economica è necessario fare. Ragionando in un’ottica nazionalista e di economia di spesa, gli investimenti e le energie potrebbero essere destinate a Musei già esistenti. Pensiamo al Museo di Rivoli, che potrebbe essere ben valorizzato ed arricchito, rendendo ancora più affascinante la struttura, investendo per esempio nel miglioramento della fruizione e raggiungimento del Museo stesso.

Oppure perché non considerare l’utilizzazione di spazi milanesi dalle incredibili potenzialità quali ad esempio l’Hangar Bicocca ovvero Palazzo Reale?

Certamente l’idea di un nuovo Museo di Arte Contemporanea, anche in vista dell’Expo 2015, deve essere considerato un progetto ambizioso e dall’importante impatto culturale per la città di Milano, ma dall’altra una rinuncia o meglio una postergazione possono avere un loro perché.download (2)

Il 40% del Patrimonio Museale del Mondo è situato in Italia, ma quanto viene effettivamente valorizzato? Quale peso viene dato a quelli che poi sono i costi di gestione e marketing per fare funzionare al meglio una struttura? Forse bisognerebbe aspettare, valorizzare, dare sistematicità ed avere consapevolezza delle risorse già esistenti, per poi costruire una realtà che davvero sia internazionale, rivoluzionaria e che abbia un impatto importante non solo per la realtà milanese, ma nazionale.

Elisabetta Chiono

Nella immagine l'esterno del MAC di Milano secondo il progetto dell’architetto Daniel Libeskind.

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