Perchè arte e management vanno di pari passo: Teresa Armenise

Per un curioso avvitamento della storia, ci si chiede oggi se economia e marketing abbiano qualcosa a che fare con l’arte, dovendo persino giustificare la risposta.

La sfumatura di blasfemia che presumibilmente macchia l’accostamento di questi due concetti, nasce in tempi non troppo lontani, a partire dalla fine del Settecento, e si sviluppa successivamente col Romanticismo. Si tratta di una reazione degli artisti che, infastiditi dalla massiccia intrusione della borghesia nel loro mondo, dal suo dominio sul mercato dell’arte, proclamarono l’autosufficienza dell’opera d’arte e si elevarono al rango di eroici creatori. Progressivamente le opere diventarono elitarie espressioni d’ingegno e sensibilità, gli artefici dei tramiti fra l’uomo e la divinità, disvelatori di significati più profondi, ultimi.

Ecco che oggi ci troviamo a conferire fascino ed autorità smisurati all’artista, sublime pensatore, che può permettersi di vivere di pensiero e intuito, di essere puramente concettuale, non avere alcun talento, se non la presunta capacità inventiva, che però va comunque sempre venduta, per quanto nobile, mentale, staccata dal manuale. Prima del suddetto passaggio storico, era assolutamente normale che l’artista, o magari più che altro artigiano, prestasse la sua opera, o ne vendesse il frutto, per denaro. Gli artisti, come tutti gli esseri umani, si guadagnavano da vivere con il loro lavoro, quindi l’arte aveva un dichiarato valore economico, era bene di scambio. E’ sempre stato così, così continuerà ad essere, nonostante lo sforzo d’ipocrisia per nascondere la presunta volgarità di quello che è sempre stato un commercio.

Inoltre, abbiamo la fortuna di ritrovarci circondati da un patrimonio di rara bellezza, ricchezza e complessità, creato dall’intelligenza di chi prima di noi ha vissuto in questo paese. Non ne abbiamo alcun merito. Potremmo, forse, cercare di applicare i ritrovati tecnologici dell’uomo evoluto per proteggere la bellezza ereditata, dovremmo cercare le risorse, sensibilizzare chi non la conosce e non apprezza, al fine di tramandarla allo stupore futuro.

Allora arte, economia e marketing sono e devono essere strettamente intrecciati.

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