Bagliori dal Sol Levante su Basilea

Black, Nobuo Sekine (courtesy Annabel Fernandes, purple.fr)

Black, Nobuo Sekine (courtesy Annabel Fernandes, purple.fr)

La 44esima edizione di ArtBasel ha visto quest’anno il Giappone tra i protagonisti della fiera.

Si è soliti ridurre la produzione contemporanea del Giappone ricordando soltanto i nomi di Yayoi Kusama e Takashi Murakami, non a caso definito dalla rivista Time il più influente rappresentante della cultura giapponese, ma altri artisti stanno conquistando il mercato internazionale. L’interesse per l’arte di questo paese è cambiata e si sta evolvendo grazie a prezzi abbordabili e alla capacità che alcune generazioni di artisti hanno avuto nel basare la loro produzione su nuove idee e tradizioni, che non risentono di  un complesso di inferiorità nei confronti dell’arte Europea e Americana. Lo ha capito bene Shugo Art di Tokyo che ha scelto di portare in Svizzera, tra gli altri, Teppei Kaneuji, artista trentacinquenne che per le sue sculture usa giocattoli di plastica creando nuovi supereroi (price range 6000 euro). Dal 2000, anno della sua nascita, la galleria di Tokyo non ha perso neppure un’edizione di ArtBasel, facendo parte per due anni degli Statements e aggiudicandosi un posto in fiera dal 2003 nella sezione galleries fino ad oggi.

Teppei Kaneuji (courtesy ShugoArts)

Teppei Kaneuji (courtesy ShugoArts)

Ma il direttore Shugo Satani non si è improvvisato: figlio di Kazuhiko Satani, leggendario gallerista giapponese che ha chiuso i battenti della galleria omonima nel 2000, è stato in grado di interpretare il mercato internazionale lanciando giovani artisti in tutto il mondo.

L’artista più caro dello stand è Fujiimoto (price range 60000 euro), il più venduto è Masaya Chiba (price range 18000 euro), ma anche Mitsuhiro Ikeda (15000 euro)  e Manu Yara (7000 euro) sono piaciuti ai visitatori della fiera.

Una nuova esperienza quella della galleria Take Ninagawa di Tokyo, per la prima volta ad ArtBasel, che ha deciso però di puntare su un mercato più sicuro: in fiera ha infatti allestito una mostra personale di Tsuruko Yamazaki, uno dei fondatori del Gutai, anche se tra i meno noti, artista quasi novantenne che ha venduto parecchie opere in fiera, le più onerose sono quelle prodotte tra gli anni ’60 e ’70 con un price range di 50000 dollari. Più economiche le opere degli anni 2000 che si stanziano sui 25000 dollari.

Gli artisti del Gutai e anche quelli delli del Mono-ha sono un grande classico dell’arte giapponese nel mercato internazionale, soprattutto negli Stati Uniti, e  il successo della mostra newyorchese del Guggenheim, Gutai: Splendid Playground, conclusasi a maggio ha sicuramente confermato il sempre vivo interesse per questi movimenti

Ma il mercato è pronto per scoprire e ritrovare anche altri artisti: ne è convinta la Mc Caffrey Fine Arts di New York, che ha portato in fiera una personale di Hitoshi Nomura. Le sue Fotografie e i suoi video degli anni 60/70 piacciono molto in U.S.A., perché gli americani stanno iniziando a conoscere la storia nipponica e a riconoscere paralleli con quella americana, a capire gli artisti giapponesi non vivendoli come emuli di un’occidente diverso

Hitoshi Nomura  installa ‘Liquid Nitrogen: -196° C’, (Courtesy Mc Caffrey Fine Arts, Hitoshi Nomura)

Hitoshi Nomura installa ‘Liquid Nitrogen: -196° C’, (Courtesy Mc Caffrey Fine Arts, Hitoshi Nomura).

Video e fotografie hanno price range tra i 64.000 e i 75.000 dollari.

McCaffrey è protagonista anche di Unlimited, luogo della fiera dedicato a installazioni troppo grandi o complesse per gli stand, un modo ulteriore per porre l’accento su di un artista specifico. Così l’installazione di Noriyuki Haraguchi trasforma armi di distruzioni di massa in puri e semplici oggetti.

Presente ad Unlimited anche Nobuo Sekine, artista giapponese facente parte del movimento Mono-ha messo in mostra dalla galleria Blum & Poe, Los Angeles.

La galleria ha voluto attirare l’attenzione su questo artista, uno dei più importanti del dopoguerra in Giappone, relativamente poco conosciuto fuori dal suo paese, sperando nell’interesse di qualche istituzione museale che Ashley Rawlings, direttore della sede di Tokyo, ha confessato essere arrivata, ma ancora in fase di trattativa.

Maria Letizia Tega

 

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