Charles Ratton e le arti primitive

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Con la mostra “Charles Ratton. L’invenzione delle arti primitive” il Musée du Quai Branly di Parigi terrà sotto i riflettori, fino al 22 settembre, l’arte cosiddetta “primitiva”, portata alla ribalta da Charles Ratton: famoso esperto d’arte, mercante e collezionista.

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Charles Ratton nasce in una modesta famiglia piccolo-borghese di Mâcon (Borgogna), frequenta la scuola del Louvre per poter seguire i corsi di archeologia medievale. Infatti, appena intrapresa la professione di mercante, gli oggetti che lo interesseranno sono quelli appartenenti all’epoca Medievale e Rinascimentale poi, gradualmente, sposterà la sua attenzione su quell’arte definita “altra”: l’Arte Negra.

Charles-Ratton

Scoperta dalle avanguardie artistiche agli inizi del XX secolo, soprattutto dai Cubisti -Picasso per primo-, l’Arte Primitiva “incendia” Parigi.
Ratton aprirà molte gallerie nella capitale francese, attraverso le quali proporrà al mercato pezzi d’arte dal gusto “primitivo”, per un pubblico altolocato ed esigente che richiederà incessantemente opere per le proprie collezioni e relative consulenze per acquistarle.

In mostra sono esposte più di 200 opere, allestite per un percorso che riprende le esposizioni organizzate da lui stesso e cerca di ricostruire le vendite attuate dal suo genio mercantile che hanno sancito l’interesse storico-artistico di queste opere provenienti dall’Africa, dall’America e dall’Oceania, considerate fino ad allora materiale antropologico.
Inoltre si cerca di ricostruire i rapporti di Ratton con Breton ed Eluard, in particolare viene ricordata la mostra del 1936 “L’Exposition Surrealiste d’Object” destinata a essere ricordata nella storia del surrealismo. Da non dimenticare sono la collaborazione fotografica con Man Ray e quella con Dubuffet che ha portato alla definizione dell’Art Brut.
Per l’Arte Primitiva si analizza un mercato che è in continua crescita: nel ’66 è stata venduta all’asta presso Bennett di New York per 200mila franchi una statua di Regina Bangwa d’arte africana della collezione Rubinstein; questo è un vero e proprio record ma l’interesse per tali opere è ancora vivo.
Infatti nel 2012 è stata venduta all’asta da Sotheby’s di Parigi una figura rituale della Nuova Guinea per 1.408.750 euro; a maggio 2013 un copricapo nigeriano è stato battuto per 633mila euro presso Sotheby’s di New York; infine lo scorso giugno presso Christie’s di Parigi è stata aggiudicata una figura di serpente Baga per 2.337.500 euro.
Dunque l’arte primitiva non conosce crisi.

SOPRA: Coppia di gemelli in legno, perle e metallo della bottega di Shaki, etnia Yoruba, Nigeria, XIX secolo

Al CENTRO: Museé du Quai Branly, edificio realizzato da Jean Nouvel. ||  Charles Ratton (1895-1986).  || Ecco qui la  locandina della mostra, che rimarrà aperta fino al 22/09/2013.

SOTTO A SINISTRA: Maschera in legno con pigmenti d’ocra rossa, realizzata in Nuova Guinea.

SOTTO A DESTRA: “Uomo seduto a cui un serpente mangia la testa”, scultura lignea proveniente dal regno del Dahomey.

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ratton_265(Luisella Galluzzi)

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